Baugin, au moin!

baugin notre dame.jpg

Tre ore dall’inizio dell’incendio, e ancora non ho sentito una parola sulla sorte dei dipinti conservati all’interno di Notre Dame.
Se io potessi salvarne solo uno, sceglierei senz’altro la Pietà di Lubin Baugin.
E’ anche vicino alla porta.

Dio dio dio, che disastro.

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 5 commenti

burn Guido burn

guido notre dame

A Bologna c’era (e c’è ancora) una chiesa che si chiama Santa Maria dei Mendicanti.
Dentro c’era (ma non c’è più) una grande tela di Guido Reni con il Trionfo di Giobbe, eseguita nel 1636.
Alla fine del Settecento fu requisita e portata in Francia, dove evidentemente si trovò bene poiché vi rimase anche dopo la Restaurazione.

Oggi si trova nella chiesa di Notre Dame a Parigi.
E indovinate dove?
Proprio appesa a una delle pareti laterali del transetto sinistro, esattamente dove è cascata la grande guglia in fiamme, come uno Zeppelin (neo)medievale.
Almeno così mi è sembrato di vedere dalle immagini televisive.

E che bella fortuna!
Spero che nessuno si sia fatto niente, uomini e quadri.
Ma mi si ripropone, precisa precisa, la stessa domanda che mi balzò in mente la prima volta che lo vidi:
– ma che caspita ci fa il Giobbe di Guido appeso a 10 metri di altezza in questo muro dove nessuno lo guarda?

Adesso, temo, nessuno lo guarderà più.

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Giovanni Martinelli

martinelli skinner.jpg

Anche questa volta non ce l’ho fatta a diventare ricco sfruttando la disattenzione altrui.
Volevo comprare a quattro soldi (virtualmente, perché non ho neanche quelli) questo quadro che passava da Skinner, a Boston (qui):

Continental School, 17th Century Style
Portrait of a Lady with a Gossamer Drape
Oil on canvas on an oval stretcher, 30 x 26 1/2 in. (76.0 x 67.0 cm), framed

Europa del Seicento, difficile sbagliarsi.
Poi qualche anima buona (ma mezzo cieca) è venuta loro in aiuto, e hanno aggiunto che forse poteva accostarsi a Francesco Furini.
A me pare Giovanni Martinelli fatto e finito, e anche molto meglio di tante altre cose a lui appioppate che si vedono in giro.
Sporco, allentato, maltenuto ma ancora bello, e dopo un restaurino salterà fuori bellissimo, secondo me.

Ma qualcun altro deve aver avuto la mia stessa idea, e una borsa consistente, se è vero che ha tirato fuori 27mila dollaroni (più i diritti).
Comunque un plauso a lui, davvero un ottimo acquisto.

 

Pubblicato in Consigli per gli acquisti | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 2 commenti

Giacinto Brandi – c.v.d.

brandi 2 sothebys.JPG

Giacinto Brandi, ovvero l’importanza del blog per Sotheby’s.

Chi si ricorda di quella Sibilla che passava da Bellmans lo scorso novembre come pittore ottocentesco, e che io avevo brillantemente ricondotto a Brandi (qui)?
Rieccola qua, da Sotheby’s (qui):

Giacinto Brandi
POLI 1621 – 1691 ROME
A SYBIL HOLDING A PAPER
oil on canvas 67 by 54 cm.; 26 3/8  x 21 1/4  in.

Nella breve didascalia che la accompagna c’è anche il confronto con la versione passata sul mercato nel 1990, discussa nei commenti del post già citato.

Come volevasi dimostrare.

 

Pubblicato in Consigli per gli acquisti | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 2 commenti

lezioni di marketing: Guido Reni

guido dorotheum forlì.JPG

A me piacciono i quadri.
Il problema è che i quadri portano con sé le persone, che tendenzialmente mi piacciono meno.
Tra le persone più meschine che mi è stato dato di incontrare, un posto speciale nel mio cuore lo occupa un collezionista che si presentò in cerca di aiuto, e poi se la squagliò senza pagare.
Un grande classico. Chissà come si sarà sentito furbo.

Adesso passano alcuni suoi quadri a Dorotheum, e ovviamente spero che possa spendere tutto il ricavato in medicine.
Scherzo, ovviamente. Spero faccia i milioni e possa stare tranquillo.

Nessuno mi darà indietro il mio tempo (figuriamoci i soldi), però vorrei approfittare per dire due cose, che siano di monito a chi si affaccia al magico mondo dei dipinti antichi.
Non mi hanno pagato (anche) perché le stime che avevo fatto erano enormemente più basse di quelle proposte da altri storici dell’arte, furfanti e malandrini senza vergogna.
Quadri bellocci o bruttini stimati centinaia di migliaia di euro, attribuzioni inventate.
Poi arrivo io, dico le cose come sono e faccio la figura del pirla.

– Ma come, Danieli, un Guido Reni lei me lo stima 30mila euro.
– Eh sì, e sono anche generoso perché fa cagare.
– Ma c’è l’expertise di Tizio, e anche quella di Caio.
– Eh sì, ma fa cagare lo stesso, e Tizio e Caio l’hanno truffata, carissimo.

Ma come faccio a essere così sicuro della mia opinione?
Beh, basta guardare il quadro che adesso passa da Dorotheum (qui):

Guido Reni
(Bologna 1575–1642)
Saint Peter
oil on canvas, 61.3 x 49.5 cm, framed

Ennesima replica, stanca e greve dell’invenzione di Guido.
Era stimata centinana di migliaia.
Io invece scrissi questo:

Guido Reni
(Bologna 1575 – 1642)
San Pietro piangente
Olio su tela, cm 61 x 49
Expertise Stephen Pepper
Expertise sir Denis Mahon.
Stima: 30.000 €
Note: Ottime condizioni di conservazione, recente restauro.
La stima è puramente indicativa, e tiene conto dell’autorevolezza delle expertise, redatte da grandi specialisti del barocco bolognese.
Tuttavia la qualità è troppo bassa per avallare l’attribuzione. Avvertiamo fin d’ora che sarà impossibile realizzare sul mercato la cifra indicata.
Il suo valore reale è circa un terzo, ovvero sui 10.000 €

Grande scandalo.
Sopracciglia alzate, e negli occhi correva la scritta: “Ma chi è questo, che si permette di contraddire Mahon e Pepper”.
Vabbeh.
Alla fine della fiera, passa da Dorotheum, e guardate un po’ la stima: 30.000 € giusti giusti.
Ah ah ah, chiama Pepper e fattela alzare, patàca!

 

Pubblicato in Consigli per gli acquisti | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 10 commenti

Cosma e Damiano Colonna

cosma damiano york.JPG

Chi fa il docente di solito vede solo quadri belli. Si siede sul cattedrone, e proietta Caravaggio, Tiepolo.
Chi rimesta nel mercato vede quasi solo quadri brutti, ahilui.
Per questo è più sensibile alle piccole cose, come chi esce da un caverna rimane abbagliato anche da una luce flebile.

Ecco allora che questo quadretto mediocre sollecita la mia curiosità di talpa confinata nel sottosuolo della Storia dell’Arte (qui):

Italian School
Madonna and Child with 2 Saintly figures wearing ermine trimmed robes and carrying palm fronds and with a coastal landscape in the distance
Oil on a copper panel 12cms x 8.5cms in an ivory frame carved with trailing leaves, classical heads etc 19.5 x 16.5 cms overall

Ma la “curiosità” è una cosa che tormenta solo me? Come si può vivere senza la necessità di capire quello che fai?
Come si può scrivere “due santi con vesti ornate di ermellino con rami di palma”, senza avere la curiosità di capire chi cacchio sono?
A parte che dovresti capirlo subito, non ti viene la curiosità di sapere chi se ne può andare in giro vestito di rosso e di ermellino?
Non ti viene la curiosità di sapere perché tengono in mano due vasetti?
Non ti viene la curiosità di sapere, visto che hanno il ramo di palma, chi ha trucidato questi due ricchi signori ben vestiti?
Senza tirarla in lungo, sono i santi Cosma e Damiano. Sono vestiti di rosso e tengono in mano il vasetto perché sono medici. Cristo santo.

E poi c’è la “ivory frame”.
Non ti viene la curiosità di vedere di chi è lo stemma lì sotto?
E di chi sarà mai, uno stemma con una colonna? L’indizio è la parola “colonna”.
Esatto, è lo stemma della famiglia Colonna.

E allora non ti viene la curiosità di andare a vedere nel libro di Safarik se per caso c’è traccia del quadro negli inventari della famiglia?

Non lo so.
Ma se un quadro non lo guardi con curiosità, puoi fare anche un altro lavoro.

 

Pubblicato in Consigli per gli acquisti | Contrassegnato , , , , , , , , , | 5 commenti

non conoscere Andrea del Sarto

bedoli sarto bracci pitti

Vorrei aprire una nuova rubrica.
Si chiamerà: Quali artisti puoi permetterti di non conoscere, pur lavorando nella storia dell’arte?
Sarebbero sorprese, ragazzi, ve lo assicuro.
Fate partecipare i vostri amici, ne vedremmo delle belle.

Vediamo allora questo quadro che passa da Bonhams (qui):

Studio of Girolamo Mazzola, called Bedoli (Parma 1500-1569)
Saint Elizabeth with the Infant Saint John the Baptist before a curtain drawn aside by angels
oil on canvas, a fragment, 89.7 x 111.7cm

Mazzola Bedoli, un pittore non banale.
Vuol dire che ci hai pensato, hai vagliato e verificato le ipotesi e sei giunto a una conclusione.
Che però è sbagliata, e non di poco.

Il quadro infatti è una copia dalla Sacra Famiglia Bracci di Andrea del Sarto, a Palazzo Pitti. Metto la foto, ma è un quadro famosissimo, e ha anche una pagina su wikipedia:

sarto pitti

Perché dico “famosissimo”?
Proprio perché copiatissimo, replicatissimo in quel clima di venerazione per il Sarto che si instaura a Firenze subito dopo la morte dell’artista.
Nella classifica dei pittori più copiati della storia, Andrea è sicuramente nella top10: innumerevoli le repliche delle sue Madonne col Bambino, delle sue Sacre Famiglie.

Lo dimostra proprio il quadro Bonhams, dove le figure sono poste davanti a un tendaggio scostato da putti.
L’invenzione del Sarto è tanto celebre che non viene nemmeno reinterpretata, ma presentata allo spettatore come una reliquia, una immagine iconica.
Non citazione, ma riproposizione.

Mi ricorda lo spettacolare quadrone di Michele di Ridolfo passato qualche mese fa da Hampel (qui), dove la stessa operazione era applicata alla Santa Agnese del Duomo di Pisa.

ridolfo hampel

Aspetta, aspetta. Tutto interessante ma… chi cacchio è questo Andrea del Sarto?!

 

Pubblicato in Consigli per gli acquisti, Ma proprio no | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti