il ruolo dei direttori: 8 < 20

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Torniamo ancora sui nuovi direttori di Museo, dopo che ne abbiamo parlato qui, qui eccetera.

A cosa servono questi nuovi direttori? La qualità, gli standard, l’internazionalizzazione, il merito, l’efficienza e tante altre belle cose.
Ma gira, gira, gira e rigira, ecco il primo vero intervento concreto.

Il biglietto degli Uffizi aumenta del 125 %, da 8 a 20 € (lo si legge qui).

Ora, al netto delle conferenze stampa, dei proclami, delle baggianate sul turismo consapevole, non ci vuole molto a capire come si sta dipanando l’intero progetto di queste nomine.

 

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Sette maniere più una. Tiburzio Passerotti a Venezia

Passerotti-Bologna-S. Michele in Bosco-Studio Putti.jpg

La Fondazione Leon Battista Alberti organizza in Palazzo Te, a Mantova, un ciclo di conferenze tenute dai più grandi storici dell’arte del mondo (qui).
Ovviamente non potevo mancare: cfr. (qui) e (qui).

Quindi siete tutti convocati domani, 19 luglio, ore 21, per assistere alla spettacolare esibizione sul tema:

Sette maniere più una. Tiburzio Passerotti a Venezia

Imperdibile.

 

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Luca Giordano all’IKEA

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Il vero storico dell’arte non dovrebbe perdere tempo con le case d’asta minori.
Sotheby’s, Christie’s… Dorotheum, se pagano altrettanto.
Altrimenti meglio uno sdegnoso silenzio.

A me invece piace vedere tutto, ad esempio questo quadrino nella micro casa d’aste Chorley’s, nel Gloucestershire (qui):

Late 17th Century Italian School
The Madonna, Child and St John
oil on canvas, 43cm x 37cm/in a foliate and berry carved frame

Ripeto, è un quadretto, però porta le stimmate inconfondibili di Luca Giordano.
Poi magari non sarà lui in persona, magari sarà Nicola Malinconico o Giuseppe Simonelli, o qualcun altro della combriccola.
Però è molto carino, e anche la cornice non è male.

Direi che per 300 £ (340 €) è ben comprato.
E’ l’IKEA del dipinto antico.
Cosa posso fare di più?

 

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Ave Maria, sono in ritardo?

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Se non ci fosse Henry’s, metà di questo blog forse non esisterebbe.
Nelle loro aste-fiume qualcosa si trova sempre.
Oggi è la volta di questo quadro (qui):

Italienischer Meister, um 1680-1720, in der Nachfolge Bernardo Strozzi
Verkündigung
Öl/Lwd, restauriert, doubliert, ca. 95x80cm

Lasciamo stare l’attribuzione a seguace di Bernardo Strozzi, che non c’entra nulla.
Sarà piuttosto una bottega dello Scarsellino, e per giunta non disprezzabile.

La vera perla è il titolo: Annunciazione.
Una Annunciazione in aperta campagna? Evabbeh, le vie del Signore sono infinite, mica può attendere che te ne torni a casa tua.
Però Gabriele, ahimè, è in clamoroso ritardo. Infatti Maria con gesto eloquente gli sta dicendo: “Non vedi che ne ho già uno”?
E adesso, che si fa?

Questa Annunciazione (che in realtà ovviamente è Agar e l’Angelo) è la più comica che io ricordi dai tempi di questa, inarrivabile:

annunciazione smorfia.png

Chi non lo conosce, corra subito qui.

 

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piacere, Antonino Pierozzi

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Duran, a Madrid, ha sempre della roba strana.
Va anche detto che ci capiscono poco, per cui tutto sembra ancora più strano.
Ogni tanto c’è qualche quadro bello, o interessante. Come questo (qui):

ESCUELA ESPAÑOLA S. XVII
Santo Domingo
Óleo sobre lienzo, 86 x 71 cm

Qui hanno proprio buttato la palla in tribuna.
Siamo in Spagna, sarà scuola spagnola. Poi c’è un santo… siamo in Spagna, sarà Domenico.
Olé.

Invece è l’inconfondibile faccia di sant’Antonino, al secolo Antonino Pierozzi, morto nel 1459 e dichiarato santo nel 1523 (vedi).
Fu vescovo di Firenze, e quindi quel mammozzo marrone-dorato che si vede a destra è la mitra vescovile.

Inoltre tiene in mano una bilancia, dove un cesto di pere risulta più leggero di un cartiglio con scritto “Dio tel meriti”.
Si riferisce a un episodio, riportato negli Acta Sanctorum, nel quale un contadino recò in dono al santo un cesto di frutti e questi gli rispose appunto con la frase riportata sul cartiglio.
Devo dire che è la prima volta che vedo ilustrato questo episodio, per quanto simbolicamente.

Se ragionassimo come Duran, dovrebbe essere fiorentino.
Ma a me quella natura morta, che è la parte più bella del dipinto, fa tanto pseudo-Fardella, o Pittore di Carlo Torre che dir si voglia.
Per cui direi Lombardia, zona Bergamo.

Non mi dispiace affatto.

 

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Palazzotto before the Palace

looking for leisure.JPG

Qualche anno fa sono stato a un bellissimo super-convegno a Praga (qui).
Ora escono gli atti, in formato elettronico (ma con una redazione puntigliosissima, come si intuisce dal tempo di gestazione).

Questo è il link alla pagina delle pubblicazioni del progetto PALATIUM: qui.
Questo invece è il link diretto per scaricare il pdf del volume (28MB): qui.
Quest’altro è il link per scaricare solo il mio piccolo contributo sul palazzetto Eucherio Sanvitale a Parma: qui.

Infine, il riferimento bibliografico completo:

Michele Danieli, Palazzotto before the Palace. The Palazzetto Eucherio Sanvitale as the First Satellite Residence at the Farnese Court, in Looking for Leisure. Court Residences and their Satellites, 1400–1700, ed. by Sylva Dobalová & Ivan P. Muchka, Prague 2017, pp. 216-226.

Buona lettura a tutti.

 

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non è De Mura?

DeMura-Roma-Babuino-7 lug 2017-lotto 177-76x63

Qui c’è una cosa che non capisco, sempre al Babuino.
Di Francesco De Mura ne passano tanti. I siti specializzati restituiscono oltre 300 passaggi sul mercato, tra opere certe (!) e attribute.
Quindi non è sempre facile orientarsi, specie in foto.

Però non capisco cosa c’è che non va in questo quadro (qui):

FRANCESCO DE MURA, bottega di
(Napoli 1696 – 1782)
L’EDUCAZIONE DELLA VERGINE
Olio su tela, cm. 76 x 62,5

“Bottega”. Nel senso che De Mura non l’ha neanche toccato, e che è tutto di un suo allievo?
Boh. Sarà così, io non l’ho visto.
Però la distanza con il De Mura autografo mi sembra tutt’altro che siderale.

Certo, non ha la freschezza delle opere maggiori, ma credo sia colpa della composizione e della destinazione del dipinto: un quadretto devozionale da interno domestico settecentesco, vagamente oleografico.

Ma la figura di Maria mi sembra molto bella. Forse le mani di Giuseppe potevano riuscire meglio.
Forse allora “De Mura e bottega”.
Una volta che hai speso il nome dell’artista giusto, perché sminuire un quadro bello (una volta tanto)?

In ogni modo, costa 3mila euro.
A questo prezzo, difficile trovare di meglio.

 

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