Ribera – WAY award

ribera WAY award.jpg

Questa idea del premio WAY (Worst Attribution of the Year) secondo me va sviluppata.
Ci vedo grosse potenzialità commerciali (tipo il mio preferito, qui).

Il candidato di oggi è questo quadro che passa a Saarbrücken (qui):

De Ribera, Jusepe, 1591 Valencia – 1652 Neapel (Umkreis)
Portrait des hl. Hieronymus
qualitätsvolles Ölgemälde auf Leinwand, doubliert, 47 cm x 38 cm

Il motivo per cui questo placido, beneducato e benestante borghese del XIX secolo sia stato scambiato per san Girolamo, eremita e padre della Chiesa, mi è del tutto imperscutabile.
Il viso in ombra, lo sguardo abbassato, sembra più preoccupato della Guerra Franco-Prussiana che non di questioni di filologia ebraica.

Ma ancora più oscuro è la ragione del coinvolgimento di Ribera, che a quel tempo era morto da almeno due secoli.

In questi anni ne abbiamo viste di tutte: malafede, trucchetti più o meno puerili, expertise fantasiose…
Ma qui siamo davvero a un altro livello.

 

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intorno al Cristo giallo

gauguin XP giallo.jpg

Detesto i blog che parlano di arte e viaggi.
Sono stato qui, ho visto questo bellissimo quadro… mi ha emozionato… l’autore non lo conosco, ma che importa.

Tuttavia farò anch’io la stessa cosa, e per giunta parlando di cose che non conosco.
Olé.

Come tutti sanno, Gauguin ha effettuato diversi soggiorni a Pont-Aven.
Nel 1889 ha dipinto il Cristo giallo, oggi alla Albright-Knox Art Gallery, a Buffalo (qui).
Per questo, si è ispirato a un Crocifisso ligneo conservato nella cappella di Trémalo (qui), poche centinaia di metri fuori Pont-Aven.
Eccola qui:

gauguin2.JPG

Ed ecco il Crocifisso al suo interno:

gauguin1.JPG

Ah, che emozione.
Però vedete in alto a sinistra, quella strana faccia?
Io sarò scemo, ma mi sono sembrate molto più divertenti le raffigurazioni che corrono lungo la trave.
Le vedete, lì a sinistra del Cristo? Girano poi per tutto il perimetro della chiesa (dire “lungo la trabeazione” mi pare esagerato):

gauguin6

Rappresentano diversi animali e tipi umani, con varie gradazioni intermedie.
Ecco ad esempio l’Uomo Che Sbuffa:

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a seguire, poco più in là, l’Uomo In Procinto Di Essere Derubato:

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naturalmente non può mancare uno dei tipi umani eterni e più diffusi, in ogni tempo e luogo, l’Uomo Che Si Accinge A Partecipare Al Concorso Non Bandito Appositamente Per Lui:

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Ah, l’attualità del post-impressionismo.

 

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Buoni maestri. 8. La possibilità di fare ricorso

azzeccagarbugli ricorso.jpg

Faccio un piccolo concorsino.
Passa una persona (l’unico altro candidato, come al solito) con meno di un terzo delle mie pubblicazioni.
Allora scrivo al presidente della Scuola (l’organo che di fatto ha sostituito le Facoltà, abrogate con la legge del 2010). Gli faccio presente la situazione.
Ecco la risposta:

Gentilissimo dott. Danieli
non so di cosa lei stia parlando e se no è soddisfatto del risultato, c’è sempre la possibilità di fare ricorso.
Cordialmente

Tre righe di disprezzo, ma ricche di spunti.

1. non so di cosa lei stia parlando: questa persona è quella che ha emanato il bando. C’è la sua firma alla fine. Ma a sua insaputa forse, come Scajola.

2. fare ricorso: che meraviglia, avere davanti a sé la terra promessa. Una landa di nome Ricorso.
Sulla tragicomica inutilità dei ricorsi abbiamo già detto qui.
“C’è la possibilità di fare ricorso”.
Meraviglioso.
Quanta serena fiducia nella propria impunità. Un approdo al Nirvana accademico.

Una colonna di persone è in fila su un ponte.
Due o tre riescono a passare dall’altra parte. Da lì, chiamano i loro amici, parenti amanti ambosessi. Anche loro passano dall’altra parte.
Poi tagliano il ponte. e tutti gli altri precipitano nel dirupo.
Dopo cinque minuti, mentre sorseggiano l’aperitivo, arriva un superstite e chiede loro conto di quanto appena successo.
“Non so di cosa stia parlando”, risponde quello che ha tagliato il ponte.
Il superstite (un po’ rintronato dalla botta, bisogna scusarlo) insiste.
Infastiditi e un po’ schifati, lo allontanano con un gesto della mano: “C’è sempre la possibilità di fare ricorso”.

Che invidiabile punto di arrivo professionale.

 

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Antonio Bresciani a Plymouth

bresciani plymouth.JPG

Una piccola casa d’aste inglese (una delle centomila) propone, fra teiere e francobolli, questo bel disegno (qui):

18th century Italian School
A MADONNA AND CHILD SURROUNDED BY CHERUBS WITHIN A NICHE
Unsigned pen and wash, 26 x 15cm, tear to bottom half.

E’ buttato lì senza grande convinzione.
L’idea è che possa essere preparatorio per un frontespizio, o comunque una incisione, con il testo da inserire nello spazio bianco in basso a sinistra, altrimenti inspiegabile.
Questo mi ricorda un altro disegno, passato da Gonnelli qualche anno fa (qui):

bresciani gonnelli

Antonio Bresciani (Piacenza, 1720 – 1817)
La Madonna, con il Bambino Gesù, appare a San Martino
Penna e inchiostro acquerellato, matita nera; carta bianca avorio a vergelle. Foglio: mm 320×212

Il foglio Gonnelli è più preciso nel segno, ma l’impaginazione è la medesima e lo stile mi sembra tutto sommato compatibile tenuto conto del grado di finitura.
Quindi io li accosterei entrambi al buon vecchio Bresciani, pittore sciattissimo tra Parma e Piacenza.

Costa 60 sterline.
Più consiglio per gli acquisti di così io non lo so, non lo so…

 

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fuga da Raffaello

ferranti raffaello.JPG

A Firenze passa un foglio che dovrebbe essere chiaro, invece risulta stranamente misterioso (qui):

A. FERRANTI
Fuga dal Paradiso (da Raffaello)
Sanguigna su carta, cm. 31×21
Firma in basso a destra

Chi sia questo A. Ferranti (non meglio specificato) io non lo so. Né mi interessa, devo essere sincero. Comunque è firmato, e tanto basti.
E’ davvero una copia da Raffaello, ma non rappresenta la Fuga dal Paradiso.

Si tratta di due apostoli nella parte bassa della Trasfigurazione della Pinacoteca Vaticana.
Eccola:

raffaello trasfigurazione.JPG

Ovviamente Ferranti non si è preso la briga di immaginarsi i due personaggi svestiti.
Infatti non ha copiato il quadro, bensì il disegno inv. 3864 del Louvre, eccolo qua:

3864 raffello trasfigurazione

Bene.
Ma il titolo? Cos’è la Fuga dal Paradiso? Chi fuggirebbe mai dal Paradiso?
Adamo ed Eva, poveracci, sono stati cacciati a pedate, mica ne sono fuggiti.

Certo, i protagonisti del nostro disegno sono due uomini.
Forse sono scappati dal Paradiso per nascondere la loro omosessualità?

Mah.

 

 

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the Master is here

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Domenica a Roma ho tenuto una lezione all’università Link Campus, nel casino suburbano (oggi centralissimo) di Pio V.
Parlando di valore dei beni culturali e di dinamiche tra Stato e mercato.
La cornice era il Master Cultura 4.0.

E’ stato divertente parlare di come la legislazione italiana strangola il mercato di fronte a una platea di funzionari MiBACT. Ma non è mica colpa mia.
Comunque interessante.

 

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il Placido Pietro da Verona

correggio millet.jpg

Come diciamo tante volte, le case d’asta piccole non hanno un dipartimento Dipinti Antichi stabile, per cui si affidano a esperti esterni.
I quali però, almeno stando al titolo di cui si fregiano, dovrebbero essere esperti.
Essere esperto vuol dire conoscere un po’ i ferri del mestieri. I principali, almeno.

Invece questo povero disegnino viene presentato in questo modo (qui):

Ecole Vénitienne de la fin du XVII° siècle
La mort de Saint Pierre de Vérone
Plume et encre brune, lavis brun et rehauts de blanc 19 x 10,5 cm

Mette un po’ malinconia sapere che l’esperto non ha mai visto il Martirio dei santi fratelli Placido, Flavia, Eutichio e Vittorino di Correggio alla Galleria Nazionale di Parma:

correggio parma.jpg

Mi permetto di insinuare che non lo abbia mai visto perché, quando lo vedi, poi quel fondo blu elettrico, quei personaggi rapiti nel godimento della morte non te li scordi più.
E non se li scordò nemmeno l’autore del nostro disegno, che ne rimase giustamente impressionato:

cfr correggio millet.JPG

Beh, ma è una rivisitazione: l’artista ha preso il dettaglio da Correggio e lo ha trasformato in un più consueto Martirio di Pietro da Verona.
Eh no, perché Pietro da Verona è domenicano e il santo del disegno non è vestito da domenicano. Bensì da benedettino, come era appunto Placido.
Quindi è proprio una copia da Correggio. Ecco cos’è.

E l’esperto?
Ah, non lo so.

 

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