non è De Mura?

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Qui c’è una cosa che non capisco, sempre al Babuino.
Di Francesco De Mura ne passano tanti. I siti specializzati restituiscono oltre 300 passaggi sul mercato, tra opere certe (!) e attribute.
Quindi non è sempre facile orientarsi, specie in foto.

Però non capisco cosa c’è che non va in questo quadro (qui):

FRANCESCO DE MURA, bottega di
(Napoli 1696 – 1782)
L’EDUCAZIONE DELLA VERGINE
Olio su tela, cm. 76 x 62,5

“Bottega”. Nel senso che De Mura non l’ha neanche toccato, e che è tutto di un suo allievo?
Boh. Sarà così, io non l’ho visto.
Però la distanza con il De Mura autografo mi sembra tutt’altro che siderale.

Certo, non ha la freschezza delle opere maggiori, ma credo che sia colpa della composizione e della destinazione del dipinto: un quadretto devozionale da interno domestio settecentesco, vagamente oleografico.

Ma la figura di Maria mi sembra molto bella. Forse le mani di Giuseppe poteva riuscire meglio.
Forse allora “De Mura e bottega”.
Una volta che hai speso il nome dell’artista giusto, perché sminuire un quadro bello (una volta tanto)?

In ogni modo, costa 3mila euro.
A questo prezzo, difficile trovare di meglio.

 

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Vincenzo Campi ≠ Nicolò Frangipane

frangipane babuino.jpg

E la pittura di realtà?
E tutti gli imperdibili precedenti del Caravaggio?
Mostre, mostre, mostre, fiumi di denari per quadri prima invendibili e poi, di colpo, tramutati in oro.
Con i longhiani lombardi scatenati: qualche frase rimestata del maestro, un po’ di Gadda e via per pagine e pagine.
Per carità, tutto molto suggestivo. Però quando le attribuzione erano sbagliate (cosa che capitava, perché ovviamente sul barcone volevano salire tutti, anche chi con la storia dell’arte c’entrava poco e niente) tutto assumeva un tono imbarazzante.

Vedete… il pittore… la poesia di questa umanità… la sensibilità con la quale si accosta…
Sì ma il quadro non è suo, è di un altro.
Uff… quisquilie da topi di fototeca…

Tra chi ha beneficiato di più di quella stagione è stato Vincenzo Campi.
E giustamente, perché è pittore bellissimo e geniale.
E quindi al Babuino gli appioppano questa dipinto (qui):

VINCENZO CAMPI, bottega di
(Cremona 1536 – 1591)
BACCANALE CON CANTORI
Olio su tela, cm. 113 x 142

Però, si diceva, il quadro non è suo.
E’ una tipica composizione di Nicolò Frangipane, con tutti i suoi personaggi ricorrenti.
Il grande sileno al centro, il suonatore di liuto a sinistra eccetera.
Cercateveli un po’ da soli, che vi fa bene.

Qualità non eccelsa, ma meno peggio di tanti quadri a lui riferiti.
Deve piacere, ovviamente.

Ma che diamine, è pittura di realtà!
… la poesia di questa umanità… la sensibilità con la quale si accosta…

 

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Ambrosius Francken ≠ Pietro Candido

witte francken

Il povero Pietro Candido, che è un artista bellissimo, proprio non si riesce a riconoscere, a quanto pare (cfr. qui, o qui).
Nemmeno rivolgendosi a consulenti esterni, come fa la piccola Enchères Côte d’Opale, a Saint Martin les Boulogne (qui):

FRANCKEN Ambrosius l’Ancien (Attribué à)
Herenthals 1544 – Anvers 1618
Le Martyre de sainte Ursule et de ses compagnes
Huile sur panneau, 160 x 115 cm
Patrice Dubois – Expert en Tableaux Anciens 16 rue de Provence – 75 009 Paris

Poco da dire.
Non Ambrosius Francken (zio del più celebre Frans II), bensì copia dall’incisione di Jan Sadeler d’après Pietro Candido, del 1588.
Eccola qua:

sadeler orsola

Esiste ancora anche il quadro, a Monaco di Baviera, ma è inutile metterlo perché il quadro in asta viene dall’incisione, ovviamente.

Che figata, fare il consulente.

 

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Correggio e Fantin-Latour

fantin-latour accademia monaco

La casa d’aste Accademia Fine Art di Monaco propone una serie di disegni di Fantin-Latour, tra cui questo (qui):

HENRI-THEODORE FANTIN-LATOUR (1836-1904)
Tête de femme, 1882
Dessin au crayon sur papier
Signé en bas à droite, titré et daté
Provenance : Exposition de dessins de Fantin-Latour à la Galerie Tempelaere, Bd Malesherbes, Paris
15 x 15 cm à vue

Firmato e datato, tutto a posto.
Non è esattamente una “tête“, perché ci sono anche il busto e le braccia. E nella mano sinistra tiene una mela.
Si tratta quindi di Eva.

Lo so anche perché è una copia dall’affresco di Correggio nel Duomo di Parma. Eccolo:

correggio eva parma

Come dimenticare quella bellissima Eva adolescente?
Ma poiché non ce lo vedo, Fantin-Latour, sui ponteggi parmigiani, ne deduco che il suo disegno è tratto dal foglio di Correggio al Louvre, celebre quasi quanto l’affresco:

correggio eva louvre

900 euri sono un po’ tanti, ma per lo meno è una testimonianza dei gusti di Fantin-Latour.

 

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tutti (ri)convocati: La ragione dei lumi

ambrosiana.JPG

Se non siete venuti a Parigi, non mancate almeno a Milano, per il convegno dell’Ambrosiana qui sopra (qui).

Convegno sontuoso, con tantissimi relatori e un milione di temi.

Io parlerò del mio grande amicone Galgano Perpignani, e della sua lotta contro l’Accademia Clementina di Bologna.
L’ho un po’ ripreso in mano, e ho trovato (forse) delle novità fantastiche.
Ma tutto a suo tempo.

Mi raccomando non mancate.

 

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tutti convocati: Dessins et tableaux en quête d’auteur

heures.JPG

Mi raccomando, non mancate alla Giornata di studi all’INHA di Parigi:

« Dessins et tableaux en quête d’auteur »
6 juin 2017 – INHA – 2 rue Vivienne 75002 Paris – Salle Vasari

E’ un incontro organizzato in occasione della mostra Heures Italiennes, sui dipinti italiani della Piccardia.

QUI il programma completo.

Je vais parler de quelques tableaux émiliens.

 

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alla fine, Cornelis Cort

mosan cort

Tante volte abbiamo detto dei dipinti che derivano evidentemente da incisioni, e che invece passano con le attribuzioni più disparate.
Un giorno questa influenza delle incisioni bisognerà pure studiarla.
Non io, però: ci ho pensato, e avevo scritto un bel progetto, ma un centro studi svizzero lo ha ritenuto poco interessante.

Da Mosan, a Liegi, passa questo quadro (qui):

ECOLE FLAMANDE du XVIIe siècle
Le Christ au prétoire
Huile sur panneau
Cette œuvre s’inspire certainement d’une gravure de Jan Collaert (Anvers 1551-1620) d’après Hans Von Aachen (Cologne 1552 – Prague 1615)
105 x 73 cm

E’ una bella tavola, e anche grandina.
E Mosan coglie la derivazione da una stampa. Con sicurezza, dice che “certainement” viene da un’incisionedi Jan Collaert d’après von Aachen.

Sarà.
Io però questa incisione non l’ho trovata.
Ma a dire il vero non l’ho cercata molto, perché il quadro viene “certainement” dall’incisione di Cornelis Cort d’après Etienne Du Pérac.
Eccola:

cort perac

Però devo dire che un nesso c’è, perché nel suo bel disegno acquistato di recente dal Metropolitan, Hans von Aache dimostra di conoscere l’incisione di Cort:

aachen metropolitan

L’inquadratura è identica, con la parte inferiore riservata alla folla berciante.
Poi Hans mette al centro la sua tipica figura femminile di spalle a braccia aperte, ma conserva il dettaglio dell’uomo che regge la croce a sinistra.

Purtroppo nella tavola Mosan la parte inferiore, che dovrebbe dare forza alla composizione, è la più sofferta, e restaurata molto male.

 

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