Pietro Antonio Novelli e Francesco Salviati

Nell’asta a tempo di Pandolfini passa questo bel disegno a penna e acquerello (qui):

Pietro Antonio Novelli
(Venezia, 1729-1804)
ANGELO IN VOLO
matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, carta vergellata, applicato su cartoncino, mm 125×97

In basso c’è una scritta che lo assegna a Pietro Antonio Novelli, al quale effettivamente sembra appartenere.
Sarà che Novelli non è abbastanza noto, o è troppo prolifico, fatto sta che lo regalano a 200 euri.

A me il foglio non dispiace, ed è interessante perché non rappresenta un Angelo, bensì la figura allegorica della Fama.
Lo so per due motivi:
– primo, perché tiene in mano due oggetti, e si vede bene che quello nella mano sinistra è una tromba, simbolo appunto della Fama;
– secondo, perché viene dall’affresco di Francesco Salviati in palazzo Farnese a Roma:

E’ proprio sulla destra della scena con Carlo V a Nizza.

Se fosse tratto dal vero potremmo datarlo al 1779-1781, ossia agli anni del soggiorno romano di Novelli.
Ripeto: niente male, secondo me.

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la testa contro il muro fiammingo

Da giorni sto cercando di capire chi cavolo può avere dipinto questa Annunciazione, che passa da Coronari con una attribuzione a van Balen secondo me del tutto incongrua.
Ma niente, batto la testa a vuoto contro il muro.
Ogni mezz’ora sento che mi sta per venire in mente l’autore, poi niente.
Sono stressatissimo.
Ma so già che non ce la farò. Sono i sintomi tipici.

Però il quadro mi sembra bellissimo, quasi fosse Jan Brueghel in persona.
L’angelo deriva dritto dritto dal quadro di Rubens al Kunsthistorisches di Vienna, la Madonna invece è una invenzione originale e deliziosa, con quello sguardo incuriosito e per nulla timoroso.

Flemish school, attributed to Jan Van Balen (1611-1654)
The Annunciation
oil on copper, 43,5 x 35,5 cm

Non è regalato, perché ne vogliono 6.500 euri.
Ma se li avessi, ci farei più di un pensierino.

Più lo guardo e più mi sembra bello.
E più mi sento stupido…

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la Natividad de Bassano

¿Hola Toni, que pasa?
Cossa ti ga dito?
Te pregunté como va.
Ma… ti se diventà mato? Non te capisso, parli arabo?
Hablo español, Toni. Ahora Bassano està en España.
O signòr! E nisùn m’a dito niente, branco de mona… como fasso adesso, devo meterme drio a imparar lo spagnolo anca mi?

Tranquilli, Bassano è ancora in Veneto, dove è sempre stato.
E’ solo che a Ginevra non se ne sono accorti (qui):

Ecole Espagnole XVIIe siècle
Adoration des bergers
huile sur toile, 115×97 cm

Cose che capitano.
Sopratutto se de storia de l’arte non se sa un casso, ostrega.

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Giorgione, probably

Non bisogna assolutamente mettere mano alla borsa per questo brutto quadro che passa da Wotton (qui):

Continental school (probably Italian) In the 16th century manner
A group of three men in renaissance style costume studying a sheet of music, the left hand character gazing out at the viewer and possibly a self portrait
oil on canvas laid onto wooden panel, no visible signature, 60.5 cm x 77 cm approximately, unframed

E’ ovviamente una copia dal quadro famosissimo (ma non abbastanza) di Giorgione a palazzo Pitti, eccolo qua:

Loro però non lo sanno (!), e quindi leggere la didascalia è molto divertente.
three men in renaissance style costume“: per forza, siamo intorno al 1506, come dovrebbero essere vestiti, da Sailor Moon?
studying a sheet of music“: certo, tre eminenti musicologi; una iconografia piuttosto diffusa…
the left hand character gazing out at the viewer and possibly a self portrait“: eh magari, avrà pensato Giorgione, che lasciò il mondo quando aveva circa trent’anni, e non era ancora vecchio e pelato.

“Probably Italian” a questo punto è la logica e inevitabile conseguenza.
Quale lavoro puoi fare, senza averne la minima competenza?
Art historian, probably…

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la vera manna dal cielo

In una casa d’aste irlandese passa questa tavoletta, che nel suo piccolo ci insegna che i quadri (anche se ci stanno sulle balle, anche se ne abbiamo visti troppi) bisogna pure guardarli (qui):

ITALIAN SCHOOL (17TH CENTURY)
Collecting the Manna from Heaven
Oil on panel, 30 x 44 cm

Come tutti sanno, gli Ebrei marciano nel deserto, poi finiscono le provviste e allora arriva una specie di catering sovrannaturale e dal cielo cade la “manna”.
Ma di cosa era fatta questa “manna”?
La ricetta non è ben chiara.

Ma di una cosa, anzi due, sono sicuro:
1. la manna non era fatta di occhi
2. la manna non era fatta di tette

Perché è vero che le due donne al centro tengono un piatto in mano, ma nel piatto di una ci sono due occhi, e in quello dell’altra due seni recisi.
Una dieta un po’ disgustosa, ammetterete.

Più facile allora pensare che una sia Lucia (occhi) e l’altra Agata (seni).
E allora quella a sinistra sarà Barbara (con la torre), e quella a destra Apollonia (con la tenaglia).

Quindi non Caduta della manna, bensì Quattro sante martiri.
E il bello è che il quadro non è neanche male.
Ritagliato da chissà dove, è opera di un artista romano tra Sei e Settecento, dalle parti di Agostino Masucci.

E magari, visto che parte bassino, verrà venduto anche bene, riempiendo d’orgoglio gli esperti.
A domostrazione che è l’ignoranza, la vera manna dal cielo.

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Parmigianino ≠ Polidoro

Far funzionare la testa è sempre una cosa difficile.
Molto meglio ripetere quello che ci hanno detto: è più sicuro, meno stressante, offre possibilità di carriera immensamente maggiori (ci sono politici che non fanno altro; quasi tutti, direi).
Concetto che si applica benissimo anche alla nostra materia, come dimostra questo disegno (qui):

Ecole ITALIENNE du XVIIème siècle, d’après Girolamo Francesco Maria MAZZOLA dit LE PARMESAN
Deux anges
Plume et encre brune, lavis gris et brun 28,5 x 25 cm, coupé

Perché Parmigianino?
Ma perché c’è scritto sotto, santa pace!
Con grafia incerta e chissà da chi, ma c’è pur sempre scritto sotto.
Quindi sarà vero.
Certo, non sarà proprio lui, vista la qualità: quindi “copia”.
Et voilà.

Invece basta guardarli un po’ per ritrovare il ricordo di un brano replicatissimo.
Sono i due putti che compaiono in basso a destra nella cappella (cosiddetta di fra’ Mariano) in San Silvestro al Quirinale a Roma:

Ecco, adesso lo abbiamo scritto anche noi.
Vediamo se serve a qualcosa.

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Roma – Wittenberg 1-0 (dopo i tempi supplementari)

Nella città di Gouda (quella dei formaggi) c’è la bella chiesa di San Giovanni (Sint-Janskerk).

E cosa ci fanno dentro? La messa?
Certo che no, mica siamo cattolici ladri e ignoranti.
Fin dal 1573, dopo lotte sanguinose, la città di Gouda ha messo al bando il culto cattolico.

E perché?
Beh, per tutta una serie di ragioni.
Corruttela, nepotismo, secolarizzazione… tra i motivi che al tempo fecero più presa c’era la famigerata “vendita delle indulgenze”.
Cioè la Chiesa ti assolveva dai tuoi peccati in cambio di soldi. E poi usava quei soldi (tra le altre cose) per la costruzione della nuova basilica di San Pietro in Vaticano.
Oggi diremmo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, che suona meno traumatico.

Comunque, fuori i mercanti dal tempio!
Via i cattolici, che pensano solo ai soldi. Vergogna.

Oggi quindi la chiesa è restituita alla città e alla popolazione.
Certo, a patto che tirino fuori i 9 € (nove!) necessari all’aquisto del biglietto di ingresso.
Lo puoi anche prenotare on line.

Vedi che alla fine tutte le strade portano a Roma…

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I dipinti antichi nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Praga

Vede la luce il libro sul palazzo dell’Ambasciata italiana a Praga, promosso dalla Fondazione Eleutheria, che si occupa appunto di relazioni culturali tra Italia e Repubblica Ceca.
Il palazzo è importante, appartenne agli Slavata, ai Kolovrat e ai Thun, prima di essere acquistato dallo Stato italiano nel 1924.

Dentro ci sono diversi quadri, provenienti per gran parte dai depositi di musei italiani.
Di alcuni di sapeva tutto, di altri si era persa la memoria fino a che qualche anno fa una vasta ricerca coordinata da Paola Mangia ha individuato la provenienza di quesi tutti.
Ma molto resta ancora da fare, in giro per il mondo.

Io mi sono occupato dei dipinti antichi italiani, aggiustando qualche attribuzione, qualche iconografia, e mettendoli un po’ in ordine.
C’era anche qualche precedente bibliografico, per sovrabbondanza.

Il libro è stato presentato lo scorso 26 giugno, e in fondo alla pagina si trova il link per scaricarlo gratuitamente.
Per i più pigri, lo metto direttamente qui: LIBRO.

Tra le cose più interessanti:
– una Madonna del sangue, bruttina, ma che si porta dietro una storia di migrazione del culto veramente fantastica;
– sei quadroni romani, di cui due attribuiti a Batoni trent’anni fa; ho spostato gli altri a Lorenzo Masucci e Stefano Pozzi, speriamo bene;
– un bellissimo Vaso di fiori, piccolo capolavorino di Pier Francesco Cittadini;
– quattro nature morte di Gaetano Ottani, strano personaggio attivo tra Bologna e Torino, che fu pittore ma soprattutto cantante. Tenore, per l’esattezza.

Ecco il riferimento bibliografico completo:

Michele Danieli, I dipinti italiani nella sede dell’Ambasciata d’Italia a Praga, in L’Ambasciata d’Italia a Praga, Praha 2021, pp. 35-45.

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Vincenzo Gonzaga & Frans Pourbus

Quando ero semi-giovane, scrissi qualche scheda per il catalogo della mostra sul cammeo Gonzaga, che oggi si conserva (dopo mille peripezie) all’Ermitage.
Tra queste, anche una su un ritratto di Vincenzo I Gonzaga eseguito dallo specialista di corte, Frans II Pourbus.
Da allora, ho visto passare tantissime copie, imitazioni, repliche eccetera.
Evidentemente Vincenzo era un personaggio di una certa fama anche oltre il Mincio (senza contare che certamente gli piaceva vedere il suo faccione riprodotto a più non posso).

In questa iper-produzione di ritratti di Vincenzo, quello che passa ora da Bonhams mi pare spicchi per qualità (qui):

Studio of Frans Pourbus the Younger (Antwerp 1569-1622 Paris)
Portrait of Vincenzo I Gonzaga, Duke of Mantua, in armour and wearing the Order of the Blood of Jesus Christ
oil on canvas, laid down on panel, 137.2 x 105.7 cm

Mi pare abbia proprio quella strana mescolanza di precisione e morbidezza dei ritratti di Pourbus, soprattutto quelli più tardi (nel senso: quelli più vicini al 1609, quando poi lascia Mantova alla volta di Parigi).

Del resto anche Bonhams sembra avere una certa fiducia nel dipinto: lo presenta come “studio”, ma ne vuole 17mila euri.
Quindi solo per veri appassionati mantovani.

Ma secondo me, con una leggera pulita, darà soddisfazione.

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teoria della percezione

Da qualche giorno circola sui giornali questa foto.
Cosa vi è raffigurato?
Le persone normali risponderanno: Antony Blinken, Segretario di Stato degli USA, in visita al Vaticano per ricucire i rapporti diplomatici dopo la difficile presidenza Trump.
Eccetera eccetera.

Forse.
Anzi, certamente.

Ma io vedo solo e soltanto il mio vecchio amico Orazio Samacchini.

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