almeno Leonardo

bellini leonardo nicholson's.jpg

Mi ero ripromesso di non scrivere più post sulle copie non riconosciute, perché tanto non frega niente a nessuno, e l’ignoranza non è più qualcosa di cui vergognarsi già da un bel po’ di tempo.

Però a volte la questione si presenta sotto un aspetto quasi filosofico.
Fin dove può spingersi la non-conoscenza?
Quante cose puoi ignorare del tuo mestiere, pur continuando a svolgerlo?

A giudicare dal quadro che passa da Nicholson’s (qui), sembra che si possa ignorare tranquillamente tutto.
Che era poi la risposta che tutti ci aspettavamo. Non sapete quante prove potrei portare.

Manner of Giovanni Bellini (1430-1516) Italian
Head of a Saint
Oil on Board, Oval, 6″ x 4.75″

Giovanni Bellini?!
Ma come cacchio è possibile?
Ma non ti ricordi la storia del Battesimo di Cristo del Verrocchio, che poi Leonardo ci dipinge l’angelo…

leonardo uffizileonardo uffizi2

E’ una cosa che si impara alle scuole medie, cristosanto.

Non voglio dire che tutti debbano saperla, non è obbligatorio. E non giudico male chi non conosce questa storia.
Però se traffichi in quadri, quel minimo di infarinatura.

Almeno Leonardo.
Almeno Leonardo.

 

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Jack Sparrow a Parma

DSC_0869.JPG

Avete presente quel macchinino a Modena, che diceva che somigliavo a un ritratto di Lorenzo Sabatini?
Oppure quelle raccolte di sosia nei quadri?
Tutte stupidate, uno dice.
E lo pensavo anch’io, finché non ho incontrato Johnny Depp alla Pinacoteca Stuard di Parma, travestito da santo vescovo.
Roba da matti. Quasi come l’attribuzione a Zurbaràn.

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Abraham van Diepenbeeck – c.v.d.

diepenbeeck bonhams

E alla fine il bel disegno di Abraham van Diepenbeeck (discusso qui) ha trovato una collocazione più prestigiosa e più adatta a lui, da Christie’s (qui):

Abraham van Diepenbeeck (‘s-Hertogenbosch 1596-1675 Antwerp)
The Virgin and Child, with Saints Roch and Sebastian, a donor (?) and an angel and putti
black chalk, pen and brown, grey wash, white, brown-grey and grey bodycolour, incised for transfer, fragmentary pen and brown ink framing lines, 40.3 x 32.9 cm

Di solito in circostanze simili mi piace gridare al furto intellettuale, ma in questo caso so per certo che le cose non sono andate così. Da Chrstie’s sono amici, grazie al cielo.
Quindi niente vittimismo da genio incompreso. Peccato.

A me rimane la soddisfazione di aver imbroccato il disegno a botta sicura (provate a fare un soddaggino tra i vostri storici dell’arte di fiducia…).
Ai lettori il rammarico di non averlo comprato quando costava 2.200 €, mentre adesso parte da 10.000.

Che poi sarebbe stato impossibile comprarlo: il vero furto intellettuale lo ha fatto il proprietario, che pochi giorni dopo l’uscita del mio post ha fiutato il vento e lo ha ritirato da Bonhams, dove ci avevano capito poco.

 

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tutti convocati: Bentivoglio

locandina bentivoglio.jpeg

Chi sa dove si trova Bentivoglio? E’ esattamente QUI. Poco a nord di Bologna.
Prima si chiama Ponte Poledrano, poi ha preso il nome dalla famiglia bolognese, che vi possedeva un castello e un mulino.
Poi ha avuto tante traversie, e un incredibile finale con un filantropo un po’ strano (Carlo Alberto Pizzardi) che lasciò tutto il paese agli Ospedali.

Nella chiesa del paese c’erano anche dei dipinti, oltre una ventina, che però circa quarant’anni fa sono misteriosamente spariti.
Tiberio Artioli li ha ritrovati, e io ne ho ripercorso la storia, fisica e critica.
Poi ovviamente mi sono subito allargato a tutti gli altri dipinti conservati nel territorio comunale, ma questa è un’altra storia.
Grandi novità e sorprese (come il meraviglioso Mauro Gandolfi in copertina).

Lo presentiamo al Palazzo Rosso di Bentivoglio, ex casa di Pizzardi.

Assenza giustificata solo dietro presentazione di certificato medico.

 

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l’importanza del blog per Millon

franceschini

Tutti scrivono che sono scemo. Sui verbali di concorso, negli articoli…
Senza pudore. Però nessuno lo pensa.
E’ il loro modo di divertirsi, poveri cristi, che possono fare…

Però ogni tanto una stilla di utilità gronda dalle mie paginette.
E cade ad esempio su questo quadro che passa da Millon (qui):

Attribué à Marcantonio FRANCESCHINI (1648 – 1729)
Sainte Madeleine repentante
Toile marouflée sur panneau, 21,5 x 16,5 cm

Chi se la ricorda?
Ne avevamo parlato QUI, quando passava come scuola veneziana, sempre a Parigi ma da Leclère.
Adesso invece si ripresenta con la giusta attribuzione.
Come volevasi dimostrare.

Senza citare la fonte, per carità.
E li capisco, perché i miei amici non dormono mai.
Oh, se li capisco…

 

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Giovanni Ghisolfi ≠ Salvator Rosa

ghisolfi hampel rosa.jpg

L’asta di Hampel, che si è tenuta oggi, era piena di cose strane.
C’era un po’ di tutto, dai 3mila ai 300mila, con stime non sempre centrate.
Ma d’altronde c’erano centinaia di lotti, impossibile guardare bene tutto.
Tra le sorprese, metterei senz’altro questo piccolo quadro (qui):

Salvator Rosa
1615 Neapel – 1673 Rom, zug.
DIE BEFREIUNG DES PETRUS
Öl auf Leinwand, 55 x 36 cm

Attribuito a Salvator Rosa con il quale però, come è evidente già a prima vista, non ha nulla da spartire.
Inutile che vi spremiate le meningi: impossibile riconoscere l’autore. Sfido chiunque.

Io invece lo so.
Lo so perché conosco questo quadro che si trova a Milano in Santa Maria della Vittoria:

ghisolfi milano maria vittoria.jpg

E sai chi è l’autore?
Giovanni Ghisolfi, nientemeno. Proprio lui, il pittore di rovine. Che ha anche una piccola produzione sacra.
Non mi pare una copia, ha delle varianti non banali, e la qualità è sostenuta.
Sostenuto anche il prezzo, che barricato dietro il nome altisonante di Rosa era un po’ troppo alto.

Non so come sia andato, ma era interessante.

 

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Francesco da Santacroce, però bello

francesco santacroce cambi.JPG

Una grande sopresa nell’asta di Cambi, già discussa nei post precedenti (1 e 2).
Passa infatti un quadretto niente male (qui):

Scuola veneta dell’inizio del XVI secolo
Madonna con Bambino entro paesaggio
olio su tavola, cm 35×27

E’ evidentemente un frammento, perché il Bambino si sporge verso destra a benedire qualcuno, nel più classico degli schemi belliniani.
La cosa più ovvia è che si tratta di Francesco da Santacroce, il pittore riconoscibilissimo ma tutti fingono di non saper riconoscere (come si vede qui, qui, qui, qui).
La grande sorpresa di cui si diceva all’inizio invece è che il quadro è bello.
Non la solita, stanchisssima ripetizione della Sacra conversazione con le figure sempre nella stessa posizione (che poi vai a vedere di chi sono veramente, quante sono effettivamente sueeccetera, ma questo è un altro discorso).
Bensì un quadretto fresco, di ottima qualità, che rende un po’ di giustizia a uno degli artisti più presenti sul nostro blog preferito.

Purtroppo Cambi lo sbatte nel calderone della “scuola veneta”, e per di più con un prezzo per nulla invogliante, con una pigrizia che connota un po’ tutta l’asta.

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