Ribera (o quasi) a Gand

ribera gand.JPG

Chi lo sapeva che nella Sint-Michielskerk di Gand ci fosse un Ribera?
E’ in una cappella unn po’ appartata, non ci si può avvicinare più di tanto.
Quindi da lontano sembra molto Ribera, ma la foto con lo zoom risulta più deludente.

Sono lontano dai libri, e probabilmente nella monografia di Spinosa c’è già tutto e sto perdendo (e facendo perdere) tempo.
Guide e siti locali concordano sul riferimento a Ribera, ma non dicono come ha fatto ad arrivare fin lassù.

In ogni modo sembra un po’ pesante, la barba molto rovinata e restaurata.
Il riflesso del flash evidenzia una conservazione decisamente problematica.
Per giunta, è una composizione già nota in diverse versioni e il sospetto che sia una cosa di bottega è forte.

Rimane  pur sempre un incontro inaspettato.

 

 

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Frans Francken II

francken bruges

Già altre volte abbiamo parlato di Frans Francken II (qui, qui, qui e altrove), perché è un artista che mi piace molto.
Però ne abbiamo sempre trattato come di un abitué del mercato, uno spacciatore di formule ripetitive anche se di gran successo, grazie alla qualità sempre sostenuta dell’esecuzione.
Ed è anche vero, in gran parte.

Però lasciatemi dire che nel formato più grande, libero dalla monetizzazione a breve termine, è un pittore fantastico.
La Maddalena qui sopra, tratta dalla Cena in casa di Simone della Onze-Lieve-Vrouwekerk di Bruges, vorrei guardarla sempre.

Poi naturalmente ci sono anche le sue cose più tipiche, come la tavola imbandita di carciofi, gamberetti e quant’altro:

francken bruges2

Bellissimo, veramente.
Uno strano caso di un pittore soffocato dal suo stesso successo commerciale.

 

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Guercino balneare

guercino plauen

Guardare le aste in estate è proprio una pardita di tempo, una perversione inutile.
Saltano fuori le cose più strane e meno interessanti.
Intuizioni billanti che durante i mesi freddi sono coperte dal frastuono di dipinti più importanti, rilucono al sole.
Come questo quadro tedesco, proprio bruttino bruttino (qui):

1. Hälfte 19. Jh.
Figurenstudie “Beweinung Christi”
Öl auf rot grundiertem Papier, unsigniert, 37,5 x 45,5 cm

Bah, del tutto inutile riconoscerne la derivazione dal quadro giovanile di Guercino alla National Gallery di Londra.
Eccolo qua:

guercino national gallery

Lo dico senza ironia.
Quand’anche si fosse indicato “copia da Guercino”, cosa cambia?
Anzi, è una pignoleria che ormai dà quasi fastidio.

Mi sa che me ne vado al Papeete a vedere che spettacolo danno oggi.

 

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Jan van Eyck dalle uova d’oro

van eyck gand.jpg

Vedere la madre di tutte le cose, ovvero il politticone di Jan van Eyck, costa 4 €.
Ci sta, dopo tutto. Anzi, un affarone, se guardiamo al rapporto qualità/prezzo, con il numeratore che tende a infinito.

Le ante esterne sono già state restaurate.
Gli scomparti della parte alta non sono ancora stati restaurati.
La parte bassa è in corso di restauro, ed è momentaneamente sostituita da una riproduzione 1:1.
Nella mia foto si vede bene come l’originale riflette la luce in maniera del tutto diversa.

Nella chiesa sono presenti altre due riproduzioni.
Una è nella vecchia collocazione, in una delle cappelle del deambulatorio (dove si vedeva benissimo).
L’altra è un modellino apribile e chiudibile di circa mezzo metro di altezza, che è l’oggetto che riscuote maggior successo.

Nel mezzo dei restauri (avviati nel 2016 e da concludere intorno al 2022) cadrà la mostra Van Eyck. An optical revolution.
E sai quanto costa il biglietto della mostra?
28 euro.
Ma se prenoti fin d’ora, te lo regalano a 25 euro.
E sbrigati, perché alcune fasce orarie sono già esaurite.

Mah.
Intanto, nella stessa chiesa, una pesantissima balaustra e un cancello inchiavardato impedivano completamente la visione del trittico delle opere di Misericordia di Michiel Cocxie.
Quando anche lui imparerà a deporre uova da 28 € l’una, forse gli daranno una collocazione più decente.

 

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Meester van het Heilig Bloed

maestro santo sangue.JPG

Un litro di acqua minerale: 8,40 €
Un rotolo di 20 sacchetti per i rifiuti: 26,00 €

Fotografare (anche se male) il namepiece del Maestro del Santo Sangue nella sua collocazione originale: priceless.

 

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Gortzius Geldorp, terzo giro

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Non trova pace, né casa questo bellissimo quadro di Gortzius Geldorp.
Era a Parigi, a 5mila (qui), poi è andato a Monaco, a 3.500 (qui), adeso rispunta fuori a Bamberga, ancora a 5mila (qui):

Geldorp, Gortzius
Die büßende Maria Magdalena
Öl/Holz. Links oben monogrammiert “GG F”. 55 x 44 cm

Chissà il povero proprietario quanto avrà speso in trasporto, assicurazione e quant’altro.
Facendolo andare in giro per l’Europa in case d’asta sempre diverse pur di non abbassare il prezzo.
Però mi sento di dargli ragione, perché il quadro è proprio bello, firmato, di gran qualità.

Spero che questa volta vada meglio, perché se lo merita, povero Gortzius.

Poi un giorno racconterò la mia storia con Geldorp, un altro capitolo accademico completamente surreale.

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Treccani

treccani a pagamento.JPG

Questa è davvero una cosa che non avrei mai voluto vedere.
Il Dizionario Biografico degli Italiani che diventa a pagamento.
Mi viene anche un po’ da vomitare, se devo essere sincero.

La Treccani certo non ha bisogno dei quattro soldi dei lettori: basta dare un’occhiata al loro bilancio, che muove decine di milioni di euro.

Qual è allora il senso di questa mossa disgustosa?
Non certo racimolare due spiccioli.
Sempre la solita: mettere in difficoltà chi non se lo può permettere, per trasformare la cultura in una suite di lusso alla quale possa accedere solo chi se lo può permettere.
E che facciamo entrare tutti, qua? Siamo impazziti?!

Ora alla testa di questo movimento si mette un istituto benissimo foraggiato.
Questo mi fa davvero schifo, senza tanto girarci intorno.
E’ proprio un dispetto.

Ma è anche un segno dei tempi.
Le cose vanno fatte quando si possono fare.
E quando, meglio di ora?

Perché non leggo la notizia su tutti i giornali?
PERCHE’ NON LEGGO LA NOTIZIA SU TUTTI I GIORNALI?

Forse perché a nessuno importa una sega…

 

PS
Meno di tutti alla Treccani, sulla cui pagina non c’è uno straccio di avviso.

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