Pieter Pourbus, wonderkind

pieter pourbus dreweatts bambino prodigio

Di chi sia questo ritratto, io non lo so.
Posso solo dire che mi pare vagamente di ambiente tedesco, piuttosto che fiammingo.
Ma scommetterei che non è come dicono da Dreweatts (qui):

Follower of Pieter Jansz. Pourbus (Flemish c.1523-1584)
Portrait of an old lady
Oil on panel Inscribed ‘AN.ATATIS/74/ANNO DNI/1538’ upper left, 32 x 22cm

Come faccio a dirlo?
Ah, perché sono intelligentissimo. Adesso vi faccio vedere.
Ho scoperto che in alto a sinistra c’è una scritta, con la data 1538, che sospetto essere la data del quadro.
Poi ho guardato la didascalia, e ho scoperto che Pieter Pourbus (che è il padre di Frans il vecchio, nonché nonno di Frans il giovane) nasce intorno al 1523.

1538 – 1523 circa = 15 anni circa.
Quindi è un quadro di un artista quindicenne?
No: è il quadro DI UN SEGUACE di un artista quindicenne.

Non so.
Credo che qualche dubbio sulla pertinenza del riferimento attributivo si possa umilmente nutrire.

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Pompeo Batoni

pandolfini batoni copia.JPG

Credo di non avere mai scritto di Pompeo Batoni, che invece mi piace molto.
Forse questo non è il modo migliore di cominciare, però mi spiace non vederlo nemmeno citato a proposito di questo quadrino proposto nell’asta-B di Pandolfini (qui):

Scuola italiana, sec. XIX
SANTA CON ANGELI
olio su cartoncino, cm 31×23

Poca roba, anonima esercitazione di un artista ottocentesco, come è scritto.
Ma almeno riconoscere la santa, che è Caterina da Siena.
E almeno, visto che siamo in Toscana, una riga er ricordare il prototipo, che invece è bellissimo.
Si tratta della Visione di santa Caterina di Batoni, del 1743, proprio alla fine del percorso espositivo di vulla Guinigi a Lucca, prima di uscire nel prato.
Rivediamola:

batoni lucca villa guinigi.jpg

Senz’altro uno dei miei preferiti del Batoni non-ritrattista, insieme alla inarrivabile Madonna col Bambino della Pinacoteca Capitolina.

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Caravaggio, nientemeno

caravaggio copia bonhams.JPG

Parlano tutti di Caravaggio, perché non io?
Passa da Bonhams questo quadro (qui):

Circle of Michelangelo Merisi da Caravaggio (Caravaggio 1573-1610 Porto Ercole)
Saint Francis in contemplation
oil on canvas, unlined, 115.5 x 93cm

Ovviamente la scheda dice subito che si tratta di una copia da quello del Museo Ala Ponzone di Cremona.
Rivediamolo:

caravaggio cremona

Due cose non mi spiego:
– il perché sia notificato, dato che non mi pare niente di notevole. Sarà che quando si parla di Caravaggio (e dei soldi che porta con sé) è difficile restare lucidi.
– la quantità enorme di denaro che vorrebbero in cambio del quadro: 57-80mila euri.
Comunque, come al solito, non è un mio problema.

Tutto questo per dire che io sono tra quelli che pensano che il quadro di Cremona NON sia di Caravaggio.
Perché?
Sostanzialmente per la sua posa così artefatta, esattamente in bilico tra tardo Cinquecento e clima post-caravaggesco.
Guardate bene la posizione delle ginocchia: il destro che è l’asse verticale della composizione (ginocchio-braccio-testa), mentre il sinistro si perde all’indietro, tanto che non si capisce bene se Francesco è seduto (dove?), inginocchiato o cos’altro.
Questa è una posa che è più vicina al Mosè di Michelangelo che alle soluzioni di Caravaggio.

E poi, Caravaggio quando?
Si dice tra Roma e Napoli, 1605-1606.
Cena in Emmaus di Brera, Madonna dei Palafrenieri, quella roba lì.
O anche la Morte della Vergine del Louvre.
Ma andate a vedere le pose dei personaggi di quelle opere, e ditemi se trovate qualcosa di così manierato, di così contrapposto, serpentinato.
E’ un altro mondo, altroché. E’ il mondo di Caravaggio, che spacca in due la storia.

Il quadro di Cremona sembra, al contrario, un tentativo di collegamento.
Per me è no.
Poi io ci capisco poco, figuriamoci che per me è una copia anche un quadro da milioni di dollari.

 

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Jacopo Bambini

1528183107277290.jpg

A tutti i miei amici ferraresi segnalo questo quadro che passa a Monte Carlo (qui):

Ecole Italienne vers 1600
Le repentir de saint pierre à côté d’un christ à la colonne
Cuivre, 15 x 10 cm

1600 è un po’ prestino, bisognerà spostarlo in avanti di qualche decennio.
Ma soprattutto a me pare una cosa ferrarese.
O forse sarà perché vedo Bononi un po’ dappertutto.
Ma sembra proprio ferrarese.

All’inizio avevo pensato a Giuseppe Avanzi, ma non può essere così tardi, tenuto conto che Avanzi nasce nel 1645.
Allora forse Camillo Ricci, erede dello Scarsellino e figura di transizione?
Già meglio.
Ci somiglia, e a mio avviso il periodo è quello, anni 30-40 del Seicento.
Però non è Camillo Ricci.

A farla breve, guarda e confronta, secondo me il candidato giusto è Jacopo Bambini.
La pittura nuova di Bononi che si deposita sui ricordi del suo maestro Domenico Mona può ben produrre un dipinto come questo.
Che è un quadrino bello, silenzioso e domestico, percorso da un’aria leggermente fredda, come nelle scene di Francesco Catanio, un altro ferrarese del tempo.

Certo, 6mila euri sono un bel po’, per un rametto di 10 x 15.
Fanno 400.000 euro al metro quadro.

 

 

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Liberi come l’Aria

LiberiP-Audap&Mirabaud-Parigi-22 giu 2018-lotto 122-102x86.jpg

Passa da Audap & Mirabaud questo quadro, giustamente riferito a Pietro Liberi (qui):

Attribué à Pietro LIBERI (1614-1687)
Allégorie de l’air (?)
Toile, un fragment. Haut. : 102 cm ; Larg. : 86 cm

L’attribuzione mi pare centrata, e se fosse per me toglierei anche “attribué”.
Giusta anche l’osservazione che si tratta di un frammento.

Però non penso sia una Allegoria dell’aria.
La signora ha un gran ciuffo di capelli sulla fronte, e sembra fuggire.
E’ quandi probabile che sia l’Occasione. Sentiamo Cesare Ripa:

Donna, ignuda, con un velo a traverso, che le copriva le parti vergognose, e co’ capelli sparsi per la fronte, in modo, che la Nucha restava tutta scoperta

Metto l’esempio più celebre, tra Quattro e Cinquecento, ovvero l’affresco mantegnesco di Palazzo San Sebastiano a Mantova:

occasio mantegna.jpg

Adesso che le questioni attributive e iconografiche sono risolte, passiamo ai soldi.
Parte da 2.000, secondo me non è niente male.

Un’Occasione, eh eh eh…

Vabbeh…

 

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Jean Restout

restout cornette

Consiglio per gli acquisti “puro”.
Non è una mia attribuzione, né ho opinioni nuove da esprimere.

Voglio solo segnalare questo disegno che passa da Cornette de Saint Cyr a Parigi (qui):

Jean RESTOUT
(Rouen 1692 – Paris 1768)
Tête de la Vierge
Pierre noire, et rehauts de craie blanche sur papier gris, 13 x 10,7 cm
Mis au carreau, pliures
Annoté J.R en bas à droite
Étude pour La descente du Saint Esprit (Louvre, inv.20303)

Tutto giusto.
La Descente du Saint Esprit citato fugacemente nell’ultima riga è in realtà il gigantesco quadrone del refettorio dell’abbazia di Saint Denis (1732), oggi superstar dell’ala Sully del Louvre, e massimo raggiungimento di Restout.
Eccolo:

restout louvre

Con 1.000 euri ti porti a casa un foglio bellissimo, per uno dei capolavori del Seicento francese.

(che poi, bisogna vedere se non è piuttosto in relazione con il dipinto di analogo soggetto di Jean Jouvenet nella cappella reale di Versailles, ma avevo detto che non avrei espresso opinioni mie, quindi lasciamo andare).

 

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Bentivoglio – conferenza epocale

bentivoglio conferenza.jpg

Bentivoglio è un paesino nella bassa bolognese, che ha una storia strana.
A inizio Novecento, quasi tutti gli immobili appartenevano a una persona sola, il marchese Carlo Alberto Pizzardi.
Senza eredi, il marchese lasciò tutto agli Ospedali di Bologna, compresi la chiesa e i quadri ivi contenuti.
Poi la chiesa fu distrutta, e i quadri spostati.
Quando, negli anni sessanta, la (bruttina) chiesa fu ricostruita, dei quadri ormai si era persa memoria.
Oggi sono sparsi negli uffici della AUSL, alla quale formalmente appartengono.

Di tutta questa storia si parla a Bentivoglio domani, nell’attesa dell’uscita del volume che racconta più diffusamente le vicende sopra accennate.

Segno i nomi di chi manca.

 

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