Humpty Dumpty sat on a wall

saenredam

Domani è il mio non-compleanno.

Potessi scegliere un regalo, prenderei questo lotto di incisioni che Piasa regala (qui).
Regaliamolo allora a chi se lo può permettere.

 

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Pieter, il Candido Bamboccio

annunciazione bamboccio candido sotheby's.JPG

Sotheby’s fa un’asta a Parigi, dove mette dentro un po’ di tutto: dipinti antichi, Ottocento, disegni, sculture…
Roba bella e meno bella.
Ma soprattutto alcune sciatterie che non sarei aspettato da chi macina fantastilioni grazie alla propria competenza.

Ai lotti 14 e 15 infila un uno-due micidiale.
Il 14 (qui) attribuito a Bernardo Strozzi è un franco-fiammingo men che mediocre; il 15 (qui) appioppato senza esitazioni a Marcello Venusti è una copia senza pretese dall’incisione famosissima del Béatrizet e successive rielaborazioni.

Ma il massimo è questa Annunciazione (qui):

Antwerp School end of 16th Century, Circle of Frans Pourbus the Younger
THE ANNUNCIATION AFTER AN ENGRAVING BY PIETER VAN LAER
Huile sur cuivre
42 x 31 cm

Ma come?! Non sei tu che rompi sempre i cabbasisi lamentando che le case d’asta non indicano i prototipi delle copie?
Bene, allora vediamo un po’.

Frans Pourbus il Giovane nasce nel 1569, e muore nel 1622.
Pieter van Laer nasce (forse) nel 1599 e muore nel 1641-1642.
Visto che di van Laer non sappiamo niente prima del 1625, quando è documentato a Roma, questa Annunciazione è una bomba, perché deve per forza essere precedente 1622.
Si tratta dunque della prima testimonianza dell’artista!!!

Vabbeh, basta così.
Ovviamente l’incisione evocata non è di Pieter Van Laer (detto il Bamboccio: proprio lui, quello dei Bamboccianti), ma di Johann Sadeler su invenzione di Pieter de Witte (detto Pietro Candido).
Eccola:

sadeler candido.JPG
Chiaro?
Candido, non Bamboccio.
Sempre Pieter, ma due persone diverse.
Santiddìo.

Per quale motivo poi il dipinto sia messo sul groppone di Frans Pourbus, è un mistero ancora più fitto, sul quale preferirei sorvolare.

8mila euro di ignoranza.
Un affarone.

 

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Abraham Bloemaert

 

bloemaert minerva.JPG

A me mi piace Abraham Bloemaert.
Ma parecchio, eh. Ho sempre vissuto questa mia infatuazione come un piccolo tradimento nei confronti della prediletta scuola anversese, ma tant’è.

E per lungo tempo la mia idea di ricchezza si è identificata con gli irraggiungibili volumi di Jaap Bolten, Abraham Bloemaert, c. 1565 – 1651. The drawings, Leiden 2007 (introvabile), e soprattutto di Marcel Roethlisberger, Abraham Bloemaert and his sons. Paintings and prints, Doornspijk 1993 (qui).

A farla breve, da Minerva passa questo disegno, dato a scuola fiamminga del Seicento (qui):

Scuola fiamminga, secolo XVII
Due figure presso un albero
matita, penna, inchiostro bruno e acquerello su carta, mm 204 x 194
reca iscrizione in basso a destra: Bloemart

Come si sa, tendo a parlar male delle case d’asta.
Ma in questo caso mi sembra eccessivo pensare che non siano sati in grado di decifrare la scritta Bloemart.
Evidentemente non si fidano dell’indicazione del collezionista.

A me invece pare buono.
800 euro, li avessi, li metterei volentieri.
Anche perché costa molto meno del libro di Bolten.

 

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Giacomo Nani, l’emiliano

nani cambi

La natura morta può piacere o meno.
A me non entusiasma.
Ne ho scritto in un articolino abbastanza di recente (qui, che tutti si pregiano di ignorare), ma non aspiro a divenirne uno specialista.

Ciò non toglie che se lavori nel mercato, la natura morta la devi maneggiare, volente o nolente.
Ecco perché mi stupisce un po’ questo quadro che passa da Cambi (qui):

Scuola emiliana del XVIII secolo
Natura morta con cacciagione e carne
olio su tela, cm 100×74,5

Ripeto, se smanacci un po’ di natura morta quei tacchini spiumati, quelle salsicce, quelle bisteccone le devi riconoscere.
Formano il repertorio tipico di Giacomo Nani.
Che non è emiliano, bensì napoletano.

A dimostrazione, metto il quadro (firmato) passato da Finarte qualche decennio fa.

nani finarte

Spero non ci sia bisogno di aggiungere altro.

 

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Tobia, Elia e il navigatore satellitare

elia tobia

La casa d’aste Enchères Côte d’Opale è così piccola che non ho trovato nemmeno il loro sito.
Prendiamola come una giustificazione per questa buffa svista iconografica (qui):

Ecole flamande du XVIIème siècle
Tobie et l’ange
Huile sur cuivre 24,3 x 17,8 cm

Tobia?! Ma Tobia è un ragazzo, quasi un bambino, quando se ne parte di casa con l’arcangelo Raffaele!
Stanno in viaggio un bel po’, a quanto pare. Giusto il tempo di farsi crescere un bel barbone fluente e canuto.
E in effetti Tobia è lì che sembra pensare: “Secondo me ci siamo persi”…

In effetti non è Tobia (ma va?).
E’ il profeta Elia, che dopo aver sterminato i sacerdoti di Baal, si rifugia nella città di Bersabea.

Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati e mangia!”. Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi. (1Re, 19, 4-6)

Avete presente quel quadro famoso del Moretto, in San Giovanni a Brescia?
Ecco, è lo stesso episodio.

hh

 

 

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Leonardo Grazia: panettone o colomba?

grazia-sothebys

Chi si ricorda di questa bella Lucrezia di Leonardo Grazia da Pistoia?
Passava anonima da Sotheby’s lo scorso Natale (qui).
Costava 4.000 sterline, e io ne riconoscevo l’autore e la consigliavo caldamente.
Un regalo di Natale ai ricchi, con i migliori auguri.

Un regalo apprezzato, evidentemente, perché ha fatto più di 40.000 sterline, e adesso torna da Christie’s (qui), al doppio:

Leonardo Grazia, called Leonardo da Pistoia (Pistoia 1503-after 1548 ?Naples)
Lucretia
oil on panel, 104 x 69.7 cm
Estimate USD 80,000 – USD 120,000

Da notare la giusta attribuzione.
Tutto merito del dr. Louis Waldman, che insegna all’Università di Austin, in Texas. Per chi non se lo ricorda, è quello che una ventina d’anni fa ha trovato il nome del Maestro dei Pasesaggi Kress (qui).
Nella scheda che lo accompagna dice che è proprio Leonardo, che è bellissimo eccetera.
E che lui, bontà sua, conferma l’attribuzione.

Per carità, l’attribuzione era facile e tutto quanto.
E poi l’avevo detto io che era un regalo.
E poi siamo sotto le feste e siamo tutti più buoni.
Epperò siete proprio bastardi, lasciatevelo dire.

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c’era una volta Giovanni Battista Naldini

naldini moncalvo pillon turquin

Questo quadretto che passa da Pillon a Parigi (qui) mi ricorda una vecchia favola:

ÉCOLE ITALIENNE, vers 1600, suiveur de MONCALVO
LA PRÉSENTATION AU TEMPLE
Panneau de chêne ovale (Ajouts sur les côtés), 26 x 17,5
Expert : cabinet TURQUIN

Cosa fa il cabinet Turquin? Offre consulenza alle case d’asta che non hanno un dipartimento di dipinti antichi.
Allora un giorno scrissi a monsieur Turquin dicendogli: “Non è che avete bisogno di un occhio in più?”, evitando di aggiungere “dato che più della metà delle vostre attribuzioni sono farlocche?”.
Turquin, gentilmente, mi rispose di starmene a casa mia e di non disturbarlo più.

Poco male.
Allora scrissi un bellissimo progetto per un istituto di ricerca tedesco, ma con sede a Firenze.
Argomento, Giovanni Battista Naldini e più in generale l’ultima stagione del manierismo fino alle soglie del XVII secolo.
Come si vedrà, Naldini ha gran bisogno di essere studiato.
Gentilmente, mi risposero di starmene a casa mia.

Ma torniamo al quadro.
Turquin, nella sua autosufficienza, spara il nome del Moncalvo, probabilmente senza neanche sapere chi è. Un minima conoscenza dell’artista dovrebbe essere sufficiente a impedire di buttarsi dalla rupe così alla cieca.

Si tratta invece di una copia da Naldini.
Il capostipite è la pala di Santa Maria Novella, eseguita nel corse delle ristrutturazioni vasariane degli altari laterali.
Eccola, bellissima:

naldini s.m.n

Poi, come sempre, Naldini ne trasse altre versioni. Tra cui una di piccole dimensioni che non conosciamo (o almeno, io non conosco) e che servì da modello al quadro Pillon.
A titolo di esempio, metto il quadro della Galleria Nazionale di Perugia, che ha una disposizione dei personaggi più simile:

naldini perugia

Morale della favola?
Non riuscite da soli a trarre la morale della favola?

Ahi ahi, se non ci riuscite vi perdete il lieto fine.

 

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