Diamanti – Non studiate

Non ho nulla contro Ilvo Diamanti, che è ordinario di Scienza Politica (SPS/04) e quindi del tutto estraneo ai nostri SSD.

Qualche giorno fa il professor Diamanti ha scritto un articolo su Repubblica (qui).

L’articolo comincia così: “Cari ragazzi, cari giovani: non studiate!”. E prosegue: “Per avere una retribuzione alta e magari una pensione sicura a 25 anni: basta
andare in Parlamento o in Regione. Basta essere figli o parenti di un
parlamentare o di un uomo politico. Uno di quelli che sparano sulla scuola,
sulla cultura e sullo Stato”.

E via di questo passo. Ma a essere onesti, Diamanti dimentica un altro classico sotterfugio: essere figli di docente. O mogli, o amanti (un esempio solo). Può anche darsi che i politici sparino sulla cultura, ma soltanto quando sono sicuri di non trovare più resistenza.

Ancora Diamanti: “è meglio studiare che andare a lavorare, quando il lavoro non c’è. E se c’è, è intermittente, temporaneo. Precario.”

Giustissimo. E quale lavoro più precario della ricerca all’interno dell’Università, appesi alla volontà del primo barone che passa?

Ad esempio: nei bandi di insegnamento a contratto è spesso inserita una clausola del tipo “Il conferimento degli incarichi previsti dal seguente bando non dà diritto all’accesso ai ruoli del personale dell’Università”.

Traduco, nel caso ce ne fosse bisogno: “Puoi tenere questo corso nella mia università, svolgendo in tutto e per tutto le mansioni di qualsiasi altro docente incardinato. Ma quando organizzerò un concorso per stabilizzare questo insegnamento non potrai far valere il tuo lavoro; sai com’è, potrei aver bisogno di sistemare un’amica, o di saldare un vecchio debito a un collega”.

Esordiva Diamanti: “Ve lo dice uno che ha sempre studiato e studia da sempre”.

E infatti è così, almeno nel mio caso. I bastoni tra le ruote me li hanno sempre messi quelli che “hanno sempre studiato”. Mai un ministro che abbia truccato un concorso L/ART. Mai un sottosegretario che abbia fatto vincere una sua fidanzata. Mai un presidente di Regione che abbia affossato un progetto troppo interessante. Mai tre assessori comunali che si siano messi d’accordo per concordare l’esito di una procedura di valutazione. Mai, nemmeno un consigliere di quartiere.

Sono sempre stati i docenti, i direttori di Musei, tutta gente “che ha sempre studiato”.

Gli stessi che accusano la politica di sparare sulla cultura.

Ripeto, non ho nulla contro il professor Diamanti. Il suo candore autoassolutorio è quello di tutti i docenti.

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