Stefano dell’Arzere e Domenico Campagnola

Ancora Sotheby’s, questa volta Old Master Drawings, New York, 25 gennaio (qui).

Entriamo nel cuore della Storia dell’Arte con questo disegno riferito senza esitazioni a Stefano dell’Arzere.

STEFANO DALL’ ARZERE
PADUA CIRCA 1520 – AFTER 1573
DESIGN FOR THE DECORATION OF A CHAPEL: THE BAPTISM OF CHRIST ABOVE,
SALOME WITH THE HEAD OF JOHN THE BAPTIST BELOW
Pen and brown ink, 360 by 247 mm; 14 1/4 by 9 3/4 in
ESTIMATE
15,000-18,000 USD

Viene dalla collezione Skippe, come precisato nella provenienza:

PROVENANCE
John Skippe, by descent to Mrs. Rayner-Wood;
by descent to Edward Holland Martin,
his sale, London, Christie’s, 20-21 November 1958, lot 56 (as School of Domenico Campagnola);
sale, London, Sotheby’s, 28 June 1979, lot 121, reproduced p. 51 (as Domenico Campagnola)

Già due volte dunque era passato sul mercato, e sempre con riferimento a Domenico Campagnola. Invece nelle note il nome di Domenico viene accantonato senza problemi infavore di quello di Stefano:

CATALOGUE NOTE
Stefano dall’Arzere is said to have been a pupil of Titian and to have worked with Campagnola. A number of his frescoes survive in Padua, characterized by forceful and striking figure types. His drawings have frequently been attributed to Campagnola, but a full understanding of his graphic style has not yet been achieved. Interestingly, two other drawings by him were in the Skippe Collection sale (lot 5a and b), one of which is prepartory for his altarpiece now in the Museo Civico, Padua. Recently other works attributed to him have appeared on the market: The Descentfrom the Cross, sold London, Sotheby’s, 9 july 2008, lot 83, and a Resurrection of Lazarus with Nissman and Abromson, Brookline, Mass., which is discussed in a brief survey by W.R. Rearick.

Andiamo allora a vedere la Deposizione dalla croce venduta nel 2008. Eccola qui sotto a confronto:

E’ forse la stessa mano? Qualcosa non torna. E poi che significa  “His drawings have frequently been attributed to Campagnola”? Esiste un catalogo di Stefano dell’Arzere disegnatore?

Insomma chi ha fatto questa attribuzione, tutt’altro che ovvia? Evidentemente qualcuno che pensa che parte del catalogo grafico del Campagnola debba transitare in quello dell’Arzere. Il campo si restringe a pochi nomi: soprattutto Alessandro Ballarin e Vincenzo Mancini.

Penso soprattutto al famoso gruppo di disegni che ha viaggiato tra Giorgione, Sebastiano del Piombo, e che è stato poi messo in relazione con le tavole del soffitto di Santa maria del Parto a Padova, assegnate tradizionalmente al Campagnola (E. Saccomani, Ancora su Domenico Campagnola, “Arte Veneta”, 1979). Quando Ballarin ha spostato il complesso di Santa Maria del Parto a Stefano dell’Arzere (Da Bellini a Tintoretto, 1991, pp. 159-164) anche i disegni hanno seguito la stessa strada (un riepilogo in W. Rearick, Il disegno veneziano del Cinquecento, 2001, pp. 213-214, n. 80).

Chi lo sa. Magari invece è tutta farina del sacco di Sotheby’s. Non che ci sia niente di male a proporre una attribuzione, figuriamoci.

Comunque per me il disegno deve rimanere a Campagnola, e non solo per questioni di stile.

Mi sembra infatti che possa essere in rapporto con la grande Decollazione del Battista dei Musei Civici di Padova, qui sotto.

Stessa cesura orizzontale, stesso inquadramento architettonico, stessa materia iconografica.

Mentre il disegno è un piccolo ciclo di Storie del Battista, il dipinto si focalizza tutto sulla scena della Decollazione. Ma già la Saccomani (Da Bellini a Tintoretto 1991, pp. 145-146) avvertiva che la parte superiore con il Dio Padre è inserita bruscamente sulla tela sottostante, e non ha con essa alcun rapporto iconografico.

Credo che il disegno Sotheby’s sia un primo progetto per la grande (nell’assetto attuale è alta quasi cinque metri) pala di Padova. Ai lati della scena della Decollazione Campagnola ha lasciato due spazi bianchi, che nel dipinto sono occupati da Salomè e l’ancella (a destra) e dal committente (a sinistra), ma che forse in origine erano destinati ai due committenti, e per questo non ancora delineati con esattezza.

Poi qualche avvenimento consigliò di mutare l’iconografia, ma non evidentemente l’intitolazione della cappella al Battista. Il motivo per il quale poi venne inserito il Dio Padre nella parte alta, non lo sappiamo.

Non è da escludere che questo cambiamento sia avvenuto a distanza di qualche anno, perché il disegno sembra più antico rispetto al dipinto, datato per via stilistica sul 1530.

Possibile che questa relazione sia sfuggita agli studiosi padovani, specializzati nel monitoraggio di tutto quanto tange minimamente i loro studi? O forse si pensa che anche la Decollazione Padova debba passare a Stefano?

Boh. A me comunque sembra così.

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2 risposte a Stefano dell’Arzere e Domenico Campagnola

  1. cb ha detto:

    Mi convince la tua lettura e soprattutto il confronto con l’affresco.
    Domenico, non Stefano.
    CB

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