Scuola ferrarese XVII secolo

Il prossimo 6 maggio presso Ahlden passa questo strano quadro (qui).
Dice italiano della seconda metà del Seicento, Scena notturna di storia romana (!).

Italienischer Maler (Tätig 2. Hälfte 17. Jh.)
Nächtliche Szene aus der römischen Antike
Öl/Lwd.; 71,5 cm x 96,5 cm
3.500 €

L’insegna e il fascio littorio tenuti dai due personaggi a sinistra indicano che in effetti la scena si svolge al tempo dell’impero romano. Ma se si guarda bene si scorge, acquattato tra la folla sulla destra, sant’Antonio Abate, con anche il suo maialino ai piedi.
Quindi? Un imperatore romano obbliga un malcapitato a trangugiare un liquido da un’ampolla mentre sant’Antonio Abate passava di lì?
Nelle più diffuse biografie di Antonio non ho trovato un passo che si adattasse con precisione. Gli specialisti dell’iconografia del santo appositamente interpellati sono stati piuttosto vaghi. Però è chiaro che si tratta di un episodio ben preciso.
In conclusione, non lo so.

L’autore. A me pare una cosa ferrarese. L’accostamento rosso-arancio del trono dell’imperatore è espediente guercinesco, il soldato all’estrema destra ha qualcosa di Bonone. E anche la pittura rapida alla veneziana ha qualcosa di Caletti.
Ma ovviamente non è nessuno di questi.
Come detto, c’è una componente veneziana nel cielo tintorettesco e nelle grandi architetture biancastre.
Detto questo, non riesco a essere più preciso.

Se trovassi 3.500 euri sotto un sasso, ci farei un pensierino.
Anche se a dire il vero è il classico quadro che potrebbe comprare Sgarbi (quello vero).

 

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3 risposte a Scuola ferrarese XVII secolo

  1. Davide Trevisani ha detto:

    Ciao MIchele! Anche se ti invio l’informazione con molto ritardo ho avuto modo di vedere questo dipinto dal vero in occasione di Paris Tableau: passa – a mio avviso correttamente (dopo aver fatto le dovute verifiche perchè io di questo artista lo ammetto ne ignoravo l’esistenza) – come Johann Heinrich Schönfeld – tedesco assai attivo intorno alla metà del ‘600 tra Roma e Napoli. L’opera è molto interessante – al di là dell’attribuzione – avevi visto molto bene: bella esecuzione, maniera interessante. Un caro saluto a presto. Davide

  2. Paolo Costa ha detto:

    Il soggetto potrebbe essere il martirio di San Edesio, come narra Eusebio di Cesarea, avvenuto in Alessandria durante la persecuzione di Massimino, che fu variamente torturato (in questo caso la tortura dell’acqua?) e giustiziato per aver fortemente biasimato il magistrato romano che aveva condannato alcune vergini cristiane a essere vendute schiave ai postriboli. Nello stesso tempo anche Antonio si trovava in Alessandria a conforto dei cristiani perseguiti (Atanasio, Vita di Antonio, 46); avremmo il magistrato romano, le vergini (vicino ad Antonio), il supplizio e la morte per annegamento, forse anch’essa ricordata – con licenza pittorica – dalla fiasca fatta ingurgitare a forza.

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