Domenichino (nach)

Certo, questi post sulle copie non sono molto interessanti, ma continuo veramente a stupirmi.
Come ho già scritto, molte case d’asta preferiscono evitare di presentare un dipinto come “copia”. Quindi spesso si tace riguardo l’originale, specialmente quando la copia non è coeva, o è eseguita in un ambiente culturale del tutto diverso.

Qui però si esagera. Da Loeckx a Gand passa questo quadrone (qui, il lotto è il 323).

Tableau: h/t “scène religieuse” (200×137)
€ 800/1200

Niente autore, niente scuola, niente cronologia, nemmeno il soggetto.
E ovviamente non una parola sul Domenichino della Pinacoteca Vaticana (1614), che anche se oggi forse non incontra molto il gusto contemporaneo, è pur sempre uno dei dipinti più importanti del primo Seicento, per di più al centro di una delle più famose querelle della storia dell’arte barocca.

Insomma, si poteva fare di meglio.
Barattare la propria dignità per 800 euro mi sembra, ripeto, un poco esagerato.

 

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2 risposte a Domenichino (nach)

  1. Matteo Mazzalupi ha detto:

    Io invece trovo questi post molto gustosi!
    Mi viene in mente, tra tanti, questo caso di falso Crivelli (copia da Ascoli, duomo) che ho appena scoperto: http://www.mehlis.eu/archiv/6812/objekte/0003161. Nella scheda neppure una parola sul Crivelli …

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