I disegni di Caravaggio

E va bene, è chiaro che l’attribuzione a Caravaggio dei 100 disegni del Castello Sforzesco è una cazzata.
Non c’è niente di male. Sarà mica la prima cazzata che si dice.
Lasciamo che tutto venga pubblicato, poi archiviamo come trovata folkloristica.
No?

E invece no.
Anzi, l’altro ieri si è riunito il “Comitato di esperti per lo studio del Fondo Peterzano” (!), al secolo Maria Teresa Fiorio, Giulio Bora, Claudio Salsi, Francesca Rossi. E hanno indetto una bella giornata di studi sul Fondo Peterzano per il prossimo autunno.

Questo perché, in fondo in fondo, stava cominciando a delinearsi una sottile ma sempre più evidente differenza:
– i due studiosi (un po’ squinternati) hanno fatto la loro corsa, e evidentemente sono arrivati dove potevano arrivare.
– il “Comitato di esperti” finora che ca**o ha combinato, dato che il Fondo è al Castello da anni?

Ed ecco allora la soluzione riparatrice. Un bel convegnone dove invitare tutti gli amici nostri, a spese del contrubuente, come si direbbe negli Stati Uniti.
In questo modo:
1. facciamo studiare gli altri al posto nostro, e facciamo bella figura con quello che dicono loro.
2. invitiamo chi ci pare e lasciamo a casa ci chi sta antipatico, così possiamo dire che gli studiosi di riferimento siamo noi.
3. facciamo passare in secondo piano che siamo stati pagati per anni ma non abbiamo fatto niente.
4. ci annusiamo un po’ il culo gli uni con gli altri, e ci ergiamo a difensori della serietà professionale, dell’etica nella ricerca, contro i sensazionalismi blablabla

Del resto, sono stati questi due poveri diavoli a mettere la testa sul ceppo. Hanno commesso un errore imperdonabile, un passo falso davvero puerile.
Ottima la scelta di Caravaggio, che come Leonardo o Van Gogh garantisce immediato e ampio ritorno di immagine.
Pessima invece l’idea di studiare opere di collezione pubblica. Che leggerezza!
Anche se sui disegni ci fosse scritto: “Questo l’ho fatto io, Michelangelo Merisi”, con timbro in ceralacca del notaio, è ovvio che il curatore risponderà sempre: “Sì, lo conoscevamo, ma non ci sono al momento prove concrete”.
E poi via con la litania di “prudenza”, “verifica”, “solo un’ipotesi”, “cautela”, giù giù fino alla morte civile: la “creazione di una apposita commissione”.
Come è puntualmente avvenuto.

E pensare che la storia, anche recente, insegna il corretto comportamento.
1. l’opera deve essere di proprietà privata, disponibile sul mercato, già nota agli studi ma non troppo.
2. mai mettersi contro la nomenklatura scientifica. Con 4-5.000 euri puoi procurarti tutte le expertise necessarie per innescare un sano dibattito critico.
3. accontentati, e non inseguire una gloria inutile e fallace. Un buon 10% di commissione, anche da dividere con il tuo amico antiquario, basta e avanza. Se l’affare va in porto, altri ne verranno, non preoccuparti.

E’ così che si fanno circolare, che so, i Crocifissi di Michelangelo. I disegni di Caravaggio sono allo Sforzesco, e lì rimangono. Ed è inutile stimarli 700 milioni di euro, così a cazzo.

Sveglia!

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Come stanno le cose e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a I disegni di Caravaggio

  1. davide trevisani ha detto:

    Super! 😉
    Ma io vorrei più informazioni sul Caravaggio che hai trovato tu! ha anche un numero di serie! hai già individuato la collezione a cui apparteneva o il fondo in cui è stato conservato?

    ciao un saluto

    • micheledanieli ha detto:

      Ah, quello sì che era un Caravaggio come si deve. E’ rimasto sul mercato fino a qualche anno fa, poi chi lo ha visto più…
      Però hai ragione, c’è un numero di serie. Proviamo col Getty Provenance…

  2. maurizio bernardelli curuz ha detto:

    Bello il tuo saggetto. Complimenti, Michele. Grazie per la pubblicità. Arriverà il momento in cui, con questo scritto, il tuo livello sarà riconosciuto. Pubblicamente. Ancora grazie per l’intensa disamina critica che rivela un’elevatissima preparazione

    • micheledanieli ha detto:

      Buongiorno. Mi scusi, ma tra tutti quelli che la hanno presa a male parole, si incazza proprio con me? Che tutto sommato non le ho detto niente di male?
      All’attribuzione non credo. Posso?
      Tutto qua. Noterà, se legge con attenzione, che non siete voi due l’argomento principale del mio saggetto.
      Stia bene

      Michele Danieli

    • Pierre CHAIGNE ha detto:

      Votre démarche m’intéresse à plusieurs titres. Pouvez-vous consulter sur Google mon bloc CARAVAGE AVIS DE RECHERCHE ? Vous saurez pourquoi. Merci d’avance. Bien cordialement. Pierre Chaigne.

  3. adriana conconi fedrigolli ha detto:

    Gentilissimo Michele,
    abbiamo capito perfettamente lo spirito del suo intervento, non abbiamo apprezzato certe sue modalità espositive.
    Approfondire il Giovane Caravaggio è stato un percorso a cui siamo arrivati, e non la scelta di un nome altisonante, partito da un attento studio del suo maestro Simone Peterzano, presso il quale Merisi è a bottega per quattro anni, dal 1584 al 1588. Se io per esempio dovessi cercare i disegni giovanili di Michele Danieli mi recherei nelle scuole elementari e medie che ha frequentato. Quando si studia con rigore, metodo, passione non si guarda se si tratta di disegni o opere pittoriche, non si guarda neppure chi ne è il proprietario, si abbassa la testa e si continua. Riguardo al fatto poi che lei non ci creda, io farei lo stesso al suo posto dato che fino ad oggi nessuna testata giornalistica ha parlato seriamente dell’argomento recensendo il nostro studio. Presto faremo una conferenza stampa. Se riusciremo a gestire gli omaggi dalla piattorforma su cui sono postati gli ebook le prometto che le verranno inviati, così forse non crederà ancora alla cosa, ma lo farà con cognizione di causa.
    Adriana Conconi Fedrigolli

    • micheledanieli ha detto:

      Gentilie dottoressa Conconi,
      giochiamo al gioco dello sbirro buono e dello sbirro cattivo?
      La ringrazio per la sua risposta, ma mi permetto ancora un’osservazione. Voi siete convinti che io sia un pesciolino piccolo, facile da soggiogare con le minacce dello sbirro cattivo e con le argomentazioni civili dello sbirro buono. Cucinato me e quelli come me, si potrà passare agli altri.
      Ma siete del tutto fuori strada. Io non conto niente, e che una vittoria su di me non dà alcun prestigio.
      E soprattutto, farvi dei nemici sarà la cosa più difficile della vostra battaglia. Proprio così. Essere nemico di Sparta significa essere amico di Atene, ma qui (non so se lo avete notato) né Sparta né Atene vogliono dividere il bottino. Ma neanche Tebe, o Orcomeno. O Paderno Dugnano.
      Comunque, buona fortuna.

  4. Pierre CHAIGNE ha detto:

    Je ne sais pas si les dessins du fonds Peterzano sont de Caravage, mais je trouve inconcevable que le jeune Caravage, âgé de 13 à 17 ans, n’ai pas exécuté des dessins durant cette période. Puis, entre 17 et 25 ans, c’est le trou total. Bellori écrit : “Arrivé à Rome, le peintre y demeura sans feu ni lieu, avant d’être recueilli par le Cavalier d”Arpin”. Cet intervalle laisse-t-il la place aux dessins ? Portraits de rue, par exemple ? Merci de consulter sur Google mon blog “Caravage avis de recherche” et de me donner votre avis.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...