Buoni maestri. 2. La COOP sei tu

Si parla di concorsi con un ordinario sull’orlo della pensione.
Poiché il detto ordinario non è in nessuna commissione, si può dare la stura alle lamentele, e che i concorsi sono tutti pilotati, e che il merito è calpestato e via e via.
Come la solito mi accaloro leggermente, ma cerco di rimanere calmino. Mi esce solo qualche inevitabile commento acido sul sistema mafioso di reclutamento.
Finché a un certo punto mi fa: “Oh insomma, qui funziona così. Se a uno non sta bene, che vada a fare il cassiere alla Coop”.
Allora mi incazzo come una bestia. Faccio una tirata etica come solo un idiota può fare e me ne vado chiudendo la porta deciso.
Poi subito tutto si aggiusta, naturalmente. Ai matti e ai falliti si perdona tutto.

Qui funziona così. Se a uno non sta bene, che vada a fare il cassiere alla Coop

Anche questo insegnamento non deve andare perduto.
Significa che il lavoro di ricerca rappresenta solo una parte trascurabile nel giudizio concorsuale. Quali siano i veri criteri, non ti deve interessare, ci pensiamo noi.
Se non hai totale fiducia in questo metodo, è inutile insistere: meglio la Coop.
In una parola: Non esiste un’etica al di sopra di noi, e se esiste noi non la riconosciamo.
Forse la riconoscono alla Coop, chi lo sa.

Un’altra grande lezione.

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