Battista Dossi (copia da)

Qualche settimana fa è passata da Bonhams a Londra questa Adorazione dei pastori attribuita senza esitazioni a Battista Dossi (qui):

Battista Dossi (San Giovanni del Dosso circa 1490-1548 Ferrara)
The Adoration of the Shepherds
oil on panel 73.8 x 57.5cm (29 1/16 x 22 5/8in)
Sold for £91,250 inc. premium

Ma qualcosa non mi convince. Anzi, quasi niente.
Andiamo allora a leggere la lunga scheda che accompagnava il dipinto.

PROVENANCE: Acquired by the present owner’s grandfather circa 1900

Quindi nessuna storia anteriore al XX secolo. Primo indizio.

The early careers of Battista Dossi and his elder brother, Dosso, are not well documented and scholars have been much divided when it comes to assessing which of the two artists and to what extent they had a hand in a certain corpus of works dating from the period between 1518 and the early 1530s. In view of this it is notable that the figures of the shepherds in the present work – those standing to the left and those kneeling, lower right – are of superior quality and could support an argument that Battista collaborated with his brother, Dosso.

A dire il vero ormai si sa benissimo che Dosso lavora a Ferrara al polittico Costabili già nel 1513. Gli studiosi si scannano per stabilire cosa abbia fatto, se lo abbia ridipinto verso il 1523 eccetera, ma i documenti parlano chiaro.
E’ ovvio che le case d’asta sfruttano le divergenze critiche a proprio vantaggio, scegliendo di volta in volta la posizione più vantaggiosa. Legittimamente, ognuno fa il suo mestiere.
La differenza di qualità tra le figure dei pastori non è rilevabile.

We are grateful to Professor Alessandro Ballarin for confirming the attribution to Battista Dossi on the basis of a photograph. Ballarin compares the composition to the Votive Nativity with God the Father, on panel, (243 x 165 cm.) in the Pinacoteca Estense, Modena. This is a painting that has been subject to different opinions. According to De’ Bianchi’s contemporary chronicle, this altarpiece was unveiled in the Duomo of Modena on 10 May 1536 and was ‘fatta de mane de Mro … fratello de Mro Doss eximio depintore’, thus suggesting that the chronicler meant to list Battista as the author of the work. However, according to other documentation, this painting was commissioned to Dosso on 20 December 1533, when he was given a first payment of 102 lire, and there were further payments in May and August 1534. While most writers have resolved the apparent conflict in the documentary evidence by assuming that the work was a collaboration between the two brothers, it has been argued that Dosso in receiving payment was merely acting in his capacity as head of the workshop and Felton Gibbons in his monograph of 1968 argues on stylistic grounds that the panel is the sole work of Battista (F. Gibbons, Dosso and Battista Dossi, Court Painters at Ferrara (Princeton, 1968), no. 107, pp. 229-230, ill. fig. 135).

L’attribuzione a Battista spetta quindi a Ballarin, che lo confronta con la Natività della Galleria Estense. Eccola qua:

E spetta chiaramente al solo Battista sul 1533-1534, come dicono i documenti.
La foto è bruttina (l’ho presa dal mio vecchio Gibbons del 1968) ma l’abisso qualitativo con il dipinto Bonhams comincia a spalancarsi.

Qui attenzione, perché la scheda ha due paragrafi che sono invertiti.
Risistemandoli, recita così:

Another comparable work is The Holy Family with the infant Saint John (58.3 x 38.6 cm., sold at Sotheby’s, London, 12 June 1969, lot 29 and now in a Private Collection, Switzerland). [in realtà è all’Ackland Art Museum di Chapell Hill, in North Carolina] In certain parts, however, this latter painting is slightly advanced in quality and more developed than some of Battista’s early works and Carlo Volpe considered it to be a close collaboration between the two brothers in the early 1520s when their work is hard to separate. However, both Felton Gibbons and A. Mezzetti consider the painting to be by Battista alone, the former perceiving it to be a youthful work by Battista, circa 1519, while Mezzetti dates the picture to the 1540s, during the artist’s most intense period of activity (see: Matthiesen Fine Art, From Borso to Cesare d’Este, The School of Ferrara 1450-1628 (London, 1984), no. 42, p. 90, ill. pl. 43).

Capito? Il dipinto di Chapel Hill è un po’ più bello, ma solo perché forse vi ha collaborato anche Dosso.
In realtà il quadro Ackland è tutto di Battista (come si spiega più avanti), ed è infinitamente più bello. Eccolo:


The attribution to Battista is a view that has been repeated since by both Alessandro Ballarin and Peter Humfrey, albeit that the former dates this work to circa 1518-19, while the latter suggests a possible date of circa 1530 (P. Humfrey and L. Lucco, Dosso Dossi, Court Painter in Renaissance Ferrara (New York, 1998), no. 51, pp. 253-55, ill, p. 254; A. Ballarin, Dosso Dossi: La Pittura a Ferrara negli anni del ducato di Alfonso I (Cittadella, 1994), fig. CXXIX).

Tutto chiaro? Bene.
Passiamo allora a qualche confronto.
Vediamo ad esempio Maria e Giuseppe, a confronto con il dipinto Ackland:

E già mi pare abbastanza chiaro.
Si può obiettare che Battista non è sempre così bello come nel quadro Ackland. Prendiamo allora, che so, la Adorazione dei pastori della Residenzgalerie di Salisburgo. Vediamoli tutti e tre vicini:

Chi è l’intruso?
Anche tenendo conto delle condizioni di conservazione, giudicando dalla fotografia blablabla, non si può non notare la differenza nella tavolozza.
I colori pieni e saturi di Battista (e di Dosso), importati da Venezia, sono la cifra principale e inconfondible del suo stile. Panneggi increspati, rossi tizianeschi, blu profondi, bianchi squillanti.
Tutte cose ovvie per chi abbia mai visto un quadro dei Dossi.

E si potrebbe andare avanti. Si noti, nel quadro Bonhams, la banalità della scelta di vestire i pastori inginocchiati degli stessi colori di quelli in piedi, in un chiasmo insulso e prevedibile.
Ricordate la ricchezza della pennellata di Dosso, e (un po’ meno) di Battista?
Questo può essere lui?

Per carità, io giudico dalle fotografie.
Ma così anche Ballarin.

In conclusione, mi sembra semplicemente una copia da Battista, e neanche particolarmente riuscita.
Un quadretto un po’ così.

Se ci avessi messo 91mila (91.000 !!!) e passa delle mie sterline, ovvero 117mila (117.000 !!!) dei miei euri, sarei incazzato come una bestia.

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