Ercole Graziani (1688-1765) e il suo papà

Graziani

Ho ricevuto (e ringrazio pubblicamente) il libro di Marco Riccomini, Donato Creti. Le opere su carta. Catalogo ragionato, Umberto Allemandi & C., Torino, 2012.
Ho anche letto le 5 pagine di introduzione.

Sono un po ‘ trasalito a p. 14: “[Donato Creti] disegna molto più del suo pur volenteroso garzone di bottega, Ercole Graziani il giovane (per distinguerlo dal padre), cui vanno rese molte cose ancora chiamate impropriamente col nome del suo maestro”.

Ercole Graziani (1688-1765) è detto “il giovane”, è vero, ma non per distinguerlo dal padre, del quale non conosciamo il nome e che morì quando Ercole aveva appena quattro anni.
Bensì per distinguerlo da un altro Ercole Graziani (1651-1726), pure pittore, ma non suo parente.
Possiamo vedere i loro faccioni in apertura del post.
Non si somigliano affatto.

Queste cose non me le ha dette un uccellino. Un po’ le sapevo già, un po’ le ho scoperte sfogliando il libro di Giampietro Zanotti, Storia dell’Accademia Clementina di Bologna, Della Volpe, Bologna, 1739.
Per inciso, lo Zanotti è la fonte principale per la biografia del Creti.

Per carità, non muore nessuno.
Ma come si fa a scrivere una cosa del genere, atteggiandosi a specialisti del Settecento emiliano, in una introduzione di 5 pagine che dovrebbe essere un distillato delle informazioni fondamentali?
Non si sfoglia un dizionario? Non si controllano le bozze? Nessuno guarda?

Sarà un refuso.
Certo, sarà un refuso, ovviamente.
Te lo dico io cos’è.
Se trovi i soldi, puoi dare alle stampe qualsiasi cosa.
Poi sta al tuo buon cuore (o alle tue capacità) scrivere cose corrette.
Se arrivi in casa editrice coi soldi (veri) in mano, nessuno ti chiede nulla.
Nessuno controlla. Nessuno obietta.
Va da sé che, se hai soldi abbastanza e la penna facile, puoi pubblicare tantissimo con qualunque editore, fino a costruirti (comprarti) una solida fama di specialista, nel campo che più desideri.

E’ una regola generale, non ce l’ho con Riccomini il giovane che un lavoro già ce l’ha, e che anzi spero non si offenda (ma immagino abbia di meglio da fare).
Ma gli esempi si sprecano.
Non ditemi che non ve ne viene in mente neanche uno…

 

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