Ecole flamande (La zona morta)

 

Ognuno ha la sua zona morta.
Un artista, una scuola che si vorrebbe afferrare e conoscere meglio, ma che al contrario continua a sfuggire.
Nella zona morta si ripone la massima fiducia. Dentro c’è tutto quello che non sappiamo. E’ il lato oscuro della preparazione.

Può essere “scuola veneta”, “scuola romana”. Ma anche “cerchia di Giotto”.
O “Pittore manierista influenzato da Polidoro da Caravaggio”.
Per molti è “caravaggista nordico”.

La zona morta di Bruxelles Art Auction è “école flamande”.
Ci finisce un po’ tutto, come questa Crocifissione (qui), data a scuola fiamminga del XVII secolo:

2884-2redChe invece è chiaramente copia da Veronese.
Si veda ad esempio il quadretto su lavagna del Museo Civico di Padova:

Veronese-Padova

Ed è anche un quadretto interessante, per una serie di ragioni che adesso non sto a esporre.
Comunque, buttarlo nella “école flamande” denuncia cieca fiducia nella capacità del contenitore.

Stessa cosa per una Giuditta, presentata poco dopo come “scuola fiamminga del XIX secolo” (qui):

2154-7redAncor più chiaramente, è una copia dalla Salomè di Carlo Dolci, nota in circa seimila versioni.
Ecco qui quella della Royal Collection:

Dolci

Capisco la fretta, capisco tutto.
Ma quando la zona morta si espande oltre il territorio consentito, bisogna armarsi per riguadagnare posizione.

 

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