Il misterioso calo delle immatricolazioni

spiegelUno spettro si aggira per l’Italia.
Il calo di immatricolazioni universitarie.
– 50.000 iscrizioni in dieci anni.
Motivo? Chissà. Mistero.

Ecco l’allarmato articolo (tra i tanti) del Corriere della Sera:
La grande fuga dalle Università
L’articolo, redazionale, riassume una nota del CUN (Centro Universitario Nazionale), e sembra scritto da un marziano, da uno che ha sentito la parola “Università” per la prima volta, e che guarda al fenomeno con distacco, come si guarda la pioggia.
Cito (in tondo) e commento (in corsivo):

ABBANDONI SCOLASTICI – L’ufficio studi di Almalaurea accende i riflettori su un fenomeno, quello degli abbandoni scolastici, che potrebbe in parte spiegare i nuovi dati: «La selezione pre-università è talmente forte che oggi si iscrivono a una facoltà 29 diciannovenni su cento. Se consideriamo la popolazione che termina le scuole superiori, il calo è stato del 10%: dal 74% dei primi anni del 2000 si è passati al 64%.
Già il fatto che iscriversi all’Università venga in mente solo al 29% della popolazione la dice lunga. E’ uno dei modi peggiori per trovare lavoro, semplicemente.

BORSE STUDIO, UNA NOTA DOLENTE – Il numero dei laureati nel nostro Paese è destinato a calare ancora anche perchè, negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio è stato ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l’84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%.
Bada bene: “degli aventi diritto”. Significa che hai i requisiti, ma te lo pigli nel culo. Compri del pane, il fornaio “ha diritto” a essere pagato, ma tu lo paghi solo il 75% delle volte. Il fornaio direbbe che è un furto, che gli rubi il 25% del pane. Direi che ha ragione, a occhio e croce.

CURA DIMAGRANTE PER OFFERTA FORMATIVA – In sei anni sono stati eliminati 1.195 corsi di laurea. Quest’anno sono scomparsi 84 corsi triennali e 28 corsi specialistici/magistrali. Se questa riduzione è stata inizialmente dovuta ad azioni di razionalizzazione, ora dipende invece in larghissima misura – si fa notare – alla pesante riduzione del personale docente.
No. I Corsi di Laurea erano aumentati spaventosamente di numero. Ma erano una presa in giro: i laureati in “Comunicazione” sono diventati una barzelletta proverbiale.
Naturalmente sono serviti a far entrare mogli figli e amici, che adesso ci dobbiamo tenere fino a 70 anni. Ma naturalmente non sanno fare un cazzo, tanto meno farsi da parte.

EMORRAGIA DI PROFESSORI – In soli sei anni (2006-2012) il numero dei docenti si è ridotto del 22%. Nei prossimi 3 anni si prevede un ulteriore calo. Contro una media Ocse di 15,5 studenti per docente, in Italia la media è di 18,7. Pur considerando il calo di immatricolazioni, il rapporto docenti/studenti è destinato a divaricarsi ancora per una continua emorragia di professori che non vengono più assunti. Il calo è anche dovuto alla forte limitazione imposta ai contratti di insegnamento che ciascun ateneo può stipulare.
Qui i punti sono 2.
1. 18,7 studenti?! Ma ci sono docenti che ne hanno centinaia. Ciò significa che ci sono docenti (decine e decine) che ne hanno 2 o 3. E’ chiaro che tagliare un corso con 5 iscritti e tagliarne uno con 500 ha ripercussioni diverse sulla qualità della didattica. Ma questo, evidentemente, è un concetto inafferrabile.
2. Se possiamo permetterci meno docenti, cerchiamo almeno di avere i migliori. Tanto costano uguale. Invece no. Figli, amanti, zoccole e leccaculo continuano ad avere il posto garantito, a scapito degli altri che tiravano la carretta e mantenevano anche loro. Invece adesso la carretta non la tira nessuno e tutto va a troie. Ecco svelata gran parte del mistero.

DOTTORATI AL LUMICINO – Rispetto alla media Ue, in Italia abbiamo 6.000 dottorandi in meno che si iscrivono ai corsi di dottorato. L’attuazione della riforma del dottorato di ricerca prevista dalla riforma Gelmini è ancora al palo e il 50% dei laureati segue i corsi di dottorato senza borsa di studio.
Embè? Io ho fatto mille concorsi, ma in nessuno era obbligatorio il dottorato. Nemmeno per ricercatore universitario. E’ un titolo tra tanti, ma non obbligatorio. C’ho mia nipote analfabeta che vuole fare la ricercatrice, mi tocca aspettare tre anni di dottorato? Fallo tu il dottorato senza borsa, idiota.
Poi ho letto mille bandi. Mai una volta che fosse richiesto il dottorato.

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