Bonifacio Veronese / Polidoro da Lanciano (werkstatt)

Bonifacio Veronese - Herbette

Una piccola casa d’aste di Parigi, Herbette, fa passare questo quadro (qui), con una curiosa attribuzione:

ÉCOLE FRANCAISE dans le goût italien vers 1700
La Sainte famille, le petit Saint-Jean-Baptiste dans un paysage imaginaire
Huile sur toile avec quelques trous. Cadre en bois argenté d’inspiration Empire. 56×76.

Dicono che è intorno al 1700, quindi una copia da un originale cinquecentesco.
Sarà così, io non l’ho visto.
Però dalla foto mi sembra proprio Bonifacio de’ Pitati. Certo coadiuvato dalla sua vasta e misteriosa bottega.
Mah.
Costa 1.000 euro, forse vale la pena rischiare.

Corrige:
Come un commentatore mi fa giustamente notare, il dipinto più vicino a Polidoro da Lanciano.
Nella fretta (e nella stupidità) avevo dato troppo peso a Giovannino che incede da destra, che ricorda il Tobiolo di Bonifacio nel dipinto della Pinacoteca Ambrosiana.
Ma non c’è dubbio che la santa Caterina è tutta polidoriana, o polidoresca.

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9 risposte a Bonifacio Veronese / Polidoro da Lanciano (werkstatt)

  1. Andrea Polati ha detto:

    Questo dipinto costituisce una derivazione da un fortunato prototipo di Polidoro da Lanciano. Nella fototeca Zeri, oltre alle opere autografe di Polidoro, si possono rintracciare altre versioni dello stesso tenore, molto prossime a questa.
    Cordialmente
    Andrea Polati

  2. Marco ha detto:

    Il modello è sul catalogo di Polidoro, nell’unica monografia che gli è stata dedicata! Rimane da capire perché la considerino una copia francese intorno al 1700: non è che avranno qualche dato materiale per dire questo? Una volta che capita un quadro d’aspetto veneto, tra tante copiacce, perché declassarlo così? O.o

    • micheledanieli ha detto:

      Alè, tutti polidoristi adesso! Va bene, va bene, mea culpa.
      La settimana scorsa ho comprato il libro di Mancini su Polidoro, mi deve arrivare.
      E’ espiazione sufficiente?

      Perché dicano francese del Sette, non lo so. Che dato materiale ci può essere, che indichi incontrovertibilmente una datazione settecentesca?
      A me pare ancora una cosa cinquecentesca, dalla foto.

      • Marco ha detto:

        Non esageriamo polidorista, sono semplicemente abruzzese e dunque in doveroso obbligo a soccorrere il mio povero corregionale (emigrante e sfigato, chissà perché mi sento vicino a lui)! Ad ogni modo concordo con la tua datazione, con il riferimento alla bottega di Polidoro ed anche con l’aggettivo utilizzato per l’attribuzione, effettivamente “curiosa”: mi piace soprattutto che abbiano tenuto a specificare non solo che la copia era del settecento, ma anche che l’autore fosse francese! Ecco, o è sciovinismo autolesionista o c’è qualcosa che non vedo…boh?!

      • micheledanieli ha detto:

        Ah, non so che dire.
        Le vie dell’attribuzione sono infinite.

  3. micheledanieli ha detto:

    Buond. Scusi la censura, ma ho tolto il suo commento. Che il Ridolfi parli di Polidoro cosa nota. Gi la mia attribuzione traballante a Bonifacio ha scatenato un’orda di commenti, mi pare basti cos. Non offriamo ulteriormente il fianco. Comunque la ringrazio per le sue segnalazioni, sempre utili. A presto Michelel Danieli

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