Gabriele Paleotti, le grottesche e Cesare Baglione

Danieli (8)

Ed ecco che è uscito il volume che raccoglie gli atti della giornata di studio sul Concilio di Trento, di cui parlammo a suo tempo (qui).

Proseguendo nella mia (solitaria) opera di de-paleottizzazione dell’arte bolognese, ho scritto un articolo su Cesare Baglione e i Paleotti.
Semplificando all’estremo, dico che mentre Gabriele Paleotti predicava in pubblico a gola spiegata che l’artista doveva essere di stretta dottrina cattolica per formare immagini utili alla propaganda cattolica, poi in privato affidava le decorazioni per le proprie cappelle e residenze al Baglione, cioè l’artista più sbevazzone e scapestrato della città. E per di più, specialista nel genere della grottesca, da Paleotti tanto bistrattato nel suo noiosissimo Discorso del 1582.

Le tavole sono poche, e si limitano ad alcuni particolari degli affreschi del castello di Torrechiara, e a qualche scena (ma inedita, e bellissime) della villa Paleotta, nei pressi di Bologna.
Ecco il riferimento bibliografico completo:

Michele Danieli, Gabriele Paleotti, le grottesche e Cesare Baglione, in Il Concilio di Trento e le arti 1563-2013, atti del convegno, Bologna, 10 dicembre 2013, a cura di Marinella Pigozzi, Bologna, Bononia University Press, 2015, pp. 117-123.

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