Pagare il conto – Arrigoni vs Balestra

arrigoni balestra finarte

*** WARNING – BORING CONTENT ***

Sarebbe bello sapere tutto, ma non si sa tutto.
Un lettore mi segnala che il lotto 67 della prossima asta Finarte (qui) è già pubblicato:

ANTONIO BALESTRA
(Verona,1666 – 1740)
Il Tempo scopre la Verità
Olio su tela, 74 x 80,5 cm
PROVENIENZA: Bergamo, Galleria Lorenzelli, 1971 (come Jacopo Amigoni)

Ecco cosa mi scrive:

credo di fare cosa gradita al suo lavoro segnalandole che il seguente lotto è stato ricondotto correttamente ad Antonio Arrigoni da Fossaluzza il quale l’ha anche pubblicato, con relativa foto, in un contributo che qui le allego.
Lo segnalerà nel suo Blog questa “svista”?

Che carini, i miei giovani lettori.
L’articolo di Fossaluzza si intitola Da Andrea Celesti ad Antonio Arrigoni:
disegni, precisazioni e proposte
, ed è apparso nella diffusa rivista croata “Radovi Instituta za Povijest Umjetnosti”, XXXII, 2008, pp. 167-224.
Quando il dipinto è arrivato, aveva una attribuzione a Jacopo Amigoni, come segnalato in catalogo.
Appena l’ho visto, ho detto al proprietario che non era possibile presentarlo così, e che mi pareva più vicino ad Antonio Bellucci.
Poi studiandolo meglio si è deciso per una attribuzione in favore di Antonio Balestra.

Ho letto il contributo di Fossaluzza (che non ha il dono della sintesi), e prendo atto della sua articolata opinione, più che legittima.
Se Fossaluzza ha ragione, mi si concederà che non mi sono allontanato di molto. Del resto il suo primo articolo sul pittore si intitolava Antonio Arrigoni “pittore in istoria”, tra Molinari, Ricci, Balestra e Pittoni. Dunque i riferimenti culturali non sono del tutto sballati.
Ma poi, Fossaluzza (associato L-ART/02) ha davvero ragione?
Dal sottosuolo, mi permetto di far notare la non perfetta omogeneità del vasto catalogo da lui riunito negli articoli del 1998 e del 2008.
Occorre partire da un punto fermo, e questo non può che essere l’Apparizione di Gesù Bambino a sant’Antonio da Padova nella chiesa di Santo Stefano a Vicenza.
Fossaluzza lo presenta come una intelligente interpretazione “dell’aggiornamento stilistico operato in Veneto da Antonio Balestra” (1998, p. 176). Siamo sempre lì.
Nella pala di Vicenza mi pare di notare un disegno più sfuggente nei volti degli angeli e dei putti, meno compatto rispetto a quello del dipinto Finarte. Lo stesso disegno che si ritrova ad esempio nel Mosè calpesta la corona del Faraone dell’Ermitage.

Un quadro che invece è molto simile al nostro è il San Sebastiano del Museo Diocesano di Treviso, ricondotto ad Arrigoni per via stilistica, ma che altri studiosi hanno riferito allo stesso Balestra (Fossaluzza 2008, p. 191, che cita il parere di Daniele di Sarno Prignano 2002).

arrigoni balestra treviso

Insomma, la partita non mi sembra definitivamente chiusa, e forse parlare di un quadro “ricondotto correttamente” è ancora prematuro.

Da parte mia, non avendo né lo spazio né le competenze per una ricognizione di portata così ampia, mi limito a buttare in campo la nota incisione di Pietro Rotari tratta da una invenzione (sicura) di Antonio Balestra (non ho la foto, si trova nella monografia di Marco Polazzo del 1990). Il modo di concepire il nudo mi sembra esattamente lo stesso, così come l’illuminazione dal basso, compreso quel tipico colpo di luce sulla palpebra che fa così tanto Balestra. E così meno Arrigoni.

E tanto basti per Arrigoni e Balestra.
Riguardo alla simpatica battutina finale (segnalerà nel suo Blog questa “svista”?), fa davvero piacere che dopo tanti anni la gente ancora non abbia capito un cazzo del senso di questo blog.
Auguro a tutti gli storici dell’arte di riuscire ad attaccarsi al treno giusto, e di andare dritti di lì, senza guardarsi intorno.

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16 risposte a Pagare il conto – Arrigoni vs Balestra

  1. marzia ha detto:

    Gentile Dottore

    Le posso assicurare che un dipinto uguale di quello in questione ( Balestra) è andato in asta 4-5 anni fa in Italia non mi ricordo con quale attribuzione, 18-20000 euro mi sembra invenduto
    forse il proprietario se è onesto puo’ confermare
    saluti
    Marzia

  2. marzia ha detto:

    io penso al 90 % che sia questo, la conferma la puo’ dare il proprietario, che è gia’ passato in asta

  3. MC ha detto:

    Eccoci qui, dunque. Quel “giovane” lettore, che sarei io, torna – come non farlo? – a leggerla e a scrivere brevemente quanto penso rispetto alle sue parole.

    *** WARNING – BORING CONTENT ***

    Anche io non credo affatto nella tuttologia. Anzi, è assai più piacevole sapere poco poter condividere molto; parlare di quanto si sa, per ascoltare il tanto che si ignora.
    Che lei sia o meno d’accordo con quanto pubblicato da Fossaluzza è un problema suo, e quindi evito di parlare della questione attributiva: la reputo già risolta, anche per quanto riguarda il “San Sebastiano” – che le consiglio di andare a vedere dal vivo per capire che non può essere Balestra. (In merito ad Arrigoni, cfr. anche i saggi di Alessio Pasian).
    Salto di soffermarmi intorno alla poco felice battutina – tipica del paggior baroncino (piccolo piccolo) dell’italica Accademia – “apparso nella diffusa rivista croata “, e vado subito al dunque.

    Al di là delle sue leggittime convinzioni, avrebbe dovuto solamente segnalare in catalogo questo spostamento, facendo capire così che il suo operare diverge dai soliti escamotage delle case d’aste da lei calorosamente e ripetutamente denunciati sulle pagine di questo blog, e anche in modo poco delicato e rispettoso… dopottutto dall’altra parte, in tanti uffici di paesi diversi, chissà quanti “Michele Danieli” ci sono che, com lei, ritiengono di operare nel migliore dei modi possibili, in onestà.
    Quindi, non è questione di riviste poco diffuse, o più o meno Balestra, ecc. ecc, qui si tratta reali limiti: le Case d’Aste sono Case d’Aste, non sono Istituti di Ricerca Scientifica; altri sono i ritmi e altri sono i fini.

    Altro giro e altra corsa per rifarci alla “pagliuzza” e alla “trave” ….

    Nel post “Dorotheum, Tiarini e la furbizia” lei scrive:

    “Tanto sono i soldi che contano, giusto?
    E poi, da che mondo e mondo, buttarla sui soldi è sempre il metodo migliore per nascondere l’ignoranza.
    Se il quadro viene venduto al doppio, tutto si cancella e si perdona”.

    Ecco … il vil denaro …

    Credo sia scontato dire che tira più una pennellata di Balestra che cento di Arrigoni, e una quotazione di 50.000-60.000 euro è alta sia per un buon Arrigoni (ottimo in questo caso) che per un Balestra attribuito (là) senza una qualche motivazione pseudo-scientifica.

    Furbizia? Malafede?

    Una svista, tutto qua. Capita. Ed è capitato a lei come ai molti da lei giudicati, dal basso o dall’alto che sia.

    Cordialità,

    MC

    • micheledanieli ha detto:

      Gentilissimo,
      ma che dobbiamo fare? Le battutine? Devo dare una risposta spiritosa ai suoi insulti? “Baroncino”, “malafede”…
      A me il dipinto sembrava Balestra, e ho detto Balestra. Non conoscevo l’articolo di Fossaluzza. Cosa devo fare? Mi dispiace, mea culpa. Mi devo tagliare una mano in pubblico per darle soddisfazione? Ho fatto una errata corrige da distribuire in sala durante l’esposizione, ovviamente. Non posso correggere il catalogo, che diventerebbe diverso dalla versione cartacea.
      Spero che si sia sfogato, e che possa trarre da questa polemica tutti i vantaggi desiderati,
      MD

      • MC ha detto:

        Non se la prenda.
        E se avessi dei vantaggi, non avrei agito come ho agito.
        Piuttosto spero sia lei a trarre le dovute conclusioni da questo piccolo episodio; si rilegga la mole di battutine e rimproveri fatti.

        Saluti cordiali,

        MC

  4. P.BASSI ha detto:

    Buonasera. Occupo un rigo solamente per suggerire che a me non sembra trattarsi di Balestra quanto piuttosto un ottimo Trevisani..

  5. MC ha detto:

    Riguardo al Diziani da lei proposto il 2 dicembre scorso: credo sia lontano dalla verità. Gaspare non c’entra nulla con quel lacerto. Si tratta di un qualcuno di più “classicista”.

  6. MC ha detto:

    Verso Polazzo …

    • micheledanieli ha detto:

      “verso Polazzo”… dall’alto di tanta precisione ha davvero tutte le credenziali per darmi del cretino.
      Polemiche a parte, da bolognese non vedo nulla di bolognese nel frammentino in esame, nemmeno quei ricordi che affiorano nelle opere giovanili di Polazzo. E che dovrebbero essere il frutto della sua formazione “nell’insigne scuola di Bologna” ricordata da Zanetti.
      Non vedo nemmeno i chiaroscuri drammatici di derivazione piazzettesca che sempre lo connotano: se ne era accorto già Alessandro Longhi (se è lui l’autore del Compendio delle vite): “s’invaghì di quella [maniera] del Piazzetta, e nel colorire, di quella di Sebastian Ricci, e tra questi due poli di sì nobil Arte, si fece una maniera da sé che assai piacque”.
      Il polo Ricci c’è, il polo Piazzetta no.
      Ma il polo Ricci va bene (anzi meglio, a mio modo di vedere) anche per Diziani, cui meglio si confà la cromia spenta e tendente all’argenteo.
      Questo è quello che mi sembra di vedere.
      MD

      PS
      Per fare una cosa intelligente dovrei spostare questi commenti nel post oggetto del dibattimento, ma non so come si fa…

      • MC ha detto:

        Sarebbe arduo rispondere a una serie di imprecisioni e letture che non tengono conto degli avanziamenti avvenuti nell’ambito veneziano. Polazzo ha una breve fase “piazzettesca”, meno preponderante rispetto a quella “classicista”. Un esempio è il dipinto raffigurante “La fuga in Egitto” della chiesa di Santa Margherita a Padova. Basta comunque consultare la monografia e quanto ho detto salta – o dovrebbe saltare, immediatamente agli occhi.
        Ma dopotutto se ne potrà discutere in sedi più scientifiche, qualora decidesse di dare reale consistenza alla sua proposta.

      • micheledanieli ha detto:

        La monografia di Laura De Rossi (2004) ce l’ho qui davanti a me. E’ da lì che ho copiato le citazioni di Zanetti e del Compendio (p. 20).
        L’ho sfogliata e risfogliata, ma non mi salta agli occhi niente, perché non vedo nessuna Fuga in Egitto in Santa Margherita a Padova.
        Sto sbagliando qualcosa?

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