palazzo Bentivoglio – 3

colonna palazzo bentivoglio.jpg

Terza puntata dopo la prima e la seconda.

Al piano terreno di palazzo Bentivoglio c’è una piccola sala con soffitto affrescato.
E’ noto da qualche decennio, ed è sempre stato attribuito a Ubaldo Gandolfi, perché uno scrittore settecentesco (il mio grande amico Marcello Oretti) diceva che nel palazzo c’era una “galleria” dipinta da Ubaldo.
La sala che ospita l’affresco è un piccolo ambiente quadrato. Impossibile definirlo una “galleria”. Ma niente da fare: doveva essere Ubaldo, ed è stato (finora) Ubaldo.

Poco importa che, alzando gli occhi, l’affresco si riveli di un secolo più antico.
Chi fa più caso a queste cose?
E poi, diciamolo: che palle queste opere d’arte, che con la loro evidenza stilistica (pfui!) cercano di minare le costruzioni mentali degli storici.

A farla breve, grazie a tecnologie sofisticatissime (guardandolo), mi sembrava Angelo Michele Colonna.
Allora sono andato a prendere un libro di Ebria Feinblatt che si chiama Seventeenth-Century Bolognese Ceiling Decorators, dove alla fine è pubblicato un manoscritto nel quale Colonna elenca le proprie opere.
E lì c’era scritto: “un sfondato in una sala de’ sig.ri Bentivoglio”.
Et voilà.

Poi la tiro un po’ in lungo su questioni di cronologia eccetera.
Però l’affresco, con Prometeo che ruba il fuoco, è davvero bellissimo.

 

 

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