Cantone: “Sull’università siamo subissati da segnalazioni sui concorsi. Però non facciamo un cazzo!”

cantone università.jpg

Io conosco tante parolacce.
E credetemi, sto facendo una grande fatica a non scriverle tutte.

Ogni tanto qualcuno fa finta di svegliarsi (ricordate?).
Oggi tocca a Raffaele Cantone, come si legge qui, qui, o qui. Dice Cantone: “Siamo subissati di segnalazioni su questioni universitarie, spesso soprattutto segnalazioni sui concorsi“, e altre varie amenità.
Poi naturalmente svicola subito e si lancia in un attacco alla Gelmini (sempre e comunque giusto).

Non voglio entrare nel merito, non ho la struttura né la competenza“.
Ma certo figuriamoci, perché entrare nel merito?
Perché rispolverare la vecchia obbligatorietà dell’azione penale? (un pensiero al povero Renato Nitti, nostro eroe)

Riepilogo brevemente, rimandando a un vecchio post:
1. il concorso universitario è sempre frutto di un accordo sottobanco
2. solo quando l’accordo è concluso si bandisce il concorso
3. le successive modifiche alle procedure hanno reso questa pratica perfettamente legale, e sempre più facile da mettere in atto

Proprio a causa del punto 3, Cantone dice bene quando afferma di non avere le competenze.
Gli svolgimenti dei concorsi sono pienamente legali.
Se un ordinario scrive che il candidato più idoneo è il suo gatto, non commette alcun reato. E il suo giudizio è insindacabile per legge.
Il reato (abuso d’ufficio, falso ideologico) si commette a monte, quando ci si mette d’accordo preventivamente sul vincitore, ma è quasi impossibile da provare.

Certo, basterebbe che tutti parlassero.
Che tutti dicessero ciò che tutti sanno.
Vai a un concorso con venti candidati e chiedi a tutti: “chi vincerà, e perché?”.
Tutti lo sanno.

Vuoi farlo, Cantone?
Noi siamo qua.

 

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2 risposte a Cantone: “Sull’università siamo subissati da segnalazioni sui concorsi. Però non facciamo un cazzo!”

  1. dottor@libero.it ha detto:

    Cosa ne pensa della S.Prassede venduto allo stato per 220.000 euro,non è esagerato ? cordialmente dr tulloi parrinello

    • micheledanieli ha detto:

      Una volta tanto, direi che è stata una mossa azzeccata.
      220mila euro sono tanti per Antonio Carracci, ma io trovo legittimo che lo Stato possa agire al di fuori delle regole di mercato (alle quali peraltro non credo affatto).
      Quindi sono contento di avere 220mila euro in meno (pari a circa lo 0,023% del bilancio della sola Camera dei Deputati, tanto per dire) e il capolavoro di Antonio Carracci a casa sua.
      A presto
      MD

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