Hans von Aachen

aachencopiada

Scherzi a parte, noto una certa caduta di qualità nelle attribuzioni del catalogo Cambi.
E mi dispiace, perché tutto sommato reggevano abbastanza (nonostante qualche svarione che è pur sempre umano).

Oggi invece non riesco a capire diverse cose.
Ad esempio il lotto 311 (qui), un dipinto lombardo per il quale si tira in ballo l’incolpevole Giuseppe Maria Crespi. E’ un quadro che conosco bene e che ho tenuto in mano (metaforicamente: è più di 2 metri), e garantisco che Crespi non c’entra nulla.

O il 250 (qui) dato a Badalocchio, che mi sembra piuttosto una cosa francese, tipo una copia da Eustache Le Sueur, o da un pittore della cerchia di Vouet (ma non devo parlare di Badalocchio, altrimenti i veri storici dell’arte si incazzano di nuovo).

O il 143 (qui), proposto a una bella cifra come scuola romana del Cinquecento, che invece è una copia senza pretese dal ciclo di Psiche, arcinoto, del Maestro del Dado (vedi qui).

Ma dato che vogliamo essere costruttivi, segnaliamo anche un bel quadro (qui):

Scuola dell’Italia settentrionale del XVII secolo
Madonna con Bambino e San Giuseppe
olio su tela, cm 96×76

Ovviamente non è italiano, bensì una copia da Hans von Aachen.
Per di più una copia da un dipinto perduto, noto soltanto attraverso l’incisione di Lucas Kilian, pubblicata da Domenico Custos.
Eccola qua:

aachenda-kilian

Il punto è che si tratta di una copia bellissima, o almeno la più bella che io conosca. Bisogna vedere la parte bassa del Bambino, se è stata censurata dal copista o (come mi pare più probabile) da un restauratore.
Non ci sono speranze che sia l’originale, lo dico subito, ma almeno c’è la possibilità che conservi il ricordo di esso.

In ogni modo, un quadro bello.
3mila euri.

 

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2 risposte a Hans von Aachen

  1. Alex ha detto:

    Vero. Il livello di Cambi è crollato, come è crollato Pandolfini e anche Wannanes, anche se ormai tutti aggiungono titoli funambolici come “dalla collezione di un marchese forse del grillo” ecc… , qualche rara eccezione, per non dire delle altre case d’asta se parliamo di antico. Per sfogliare qualcosa di apprezzabile spesso bisogna andare al di la delle Alpi dove pochi ma bravi ne sanno più di noi. Ma se il quadro più interessante di Cambi è una copia…pazienza.

    • micheledanieli ha detto:

      Non sono d’accordo con l’esterofilia.
      Conosco (di penna e di persona) tantissimi studiosi stranieri che passano sei mesi in Italia, studiano un artista solo, poi se ne tornano in patria e diventano professori o conservatori per trenta-quarant’anni con la fama di grandi esperti di Italienische Kunst.
      Che tra di noi ci sia chi ci capisce poco è un fatto. Ma non è che basta varcare il confine per diventare intelligenti.
      MD

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