money for Vasari

vasari piguet ginevra

Per diventare ricco, avevo pensato di comprare questo disegno, che passava in asta ieri a Ginevra, offerto a 500 franchi svizzeri (qui):

Ecole romaine de la fin du XVIe s.
Etude, homme nu assis, un lion et un dieu fleuve (recto)
Etude de blason avec deux femmes assises (verso)
avec annotation, plume et encre brune, 21×15 cm

Non era scuola romana, bensì un meraviglioso foglio di cultura vasariana.
Non ci vuole molto a capire che il grande stemma fa riferimento al matrimonio tra Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria, celebrato nel 1565.

Per l’ingresso trionfale degli sposi in Firenze, venne allestito uno degli apparati scenografici effimeri più famosi di tutti i tempi.
Vi parteciparono una quantità di artisti, ridisegnando la geografia culturale del tempo.
A capo di (quasi) tutto, ovviamente, Giorgio Vasari.

Purtroppo, essendo appunto effimere, di queste decorazioni non rimane quasi più niente.
Per di più non si capisce cosa rappresentino le due figure al lati dello stemma partito, e questo rende praticamente impossibile rintracciarle nella lunghiiiiiiissima descrizione degli apparati redatta da Domenico Mellini (qui, buona lettura).

C’er anche un verso, altrettanto bello.

vasari piguet ginevra verso

Anche qui, materiale iconografico mediceo.
Il leone che regge lo stemma è una bellissima rivisitazione del Marzocco fiorentino.
L’allegoria fluviale in basso è certamente l’Arno.
Anche qui, la lettura del Mellini offre diversi spunti, ma difficili da verificare.

Come si diceva, l’ambiente è sicuramente quello vasariano, ma non mi sento di attribuire il disegno direttamente all’aretino.
Vi è un tessuto grafico più mosso, forme più allungate e sfuggenti.
A me, come si sa, piace molto Naldini e quindi non mi dispiace pensare a lui, che l’altronde era reduce da una collaborazione con Vasari strettissima nelle tavole del “palco” del Salone dei Cinquecento.

Ma non mi straccerei le vesti se si scoprisse che si tratta invece di un giovane Jacopo Zucchi, o persino di un Poppi ventenne.
Meno probabile l’ipotesi Alessandro Allori: Mellini riferisce che dipinse soggetti simili, ma il ductus è davvero molto molto diverso.

Insomma un disegno bellissimo e interessante.
Deve aver pensato così anche chi alla fine ha scucito i 7.000 franchi necessari per portarselo a casa.
Mannaggia a lui.

Ma per assistare allo spettacolo, bisogna pagare il biglietto.
A parte i miei lettori, maledetti scioperati…

PS
Non perdete tempo a decifrare i versi accanto allo stemma, non c’entrano nulla.

 

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7 risposte a money for Vasari

  1. Gianluca Roncaglia ha detto:

    Ha confrontato questo foglio con quello della decorazione di una parete per villa Medici a Roma di Zucchi? (http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/4y010-26997/)
    Il modo in cui sono rapidamente schizzati occhi e naso nell’Artemide efesina a destra del foglio di villa Medici e nella figura a destra nello stemma sono quasi identici. Anche se il foglio milanese è più tardo, verrebbe da dire che si tratta proprio di Zucchi.

  2. Curiosone ha detto:

    Caro Danieli, ho mostrato il disegno al mio amico esperto di araldica, ma a suo avviso c’è più di un’incongruenza, da quel punto di vista spesso rivelatore: se fosse Austria, la pezza (si dice così…) sarebbe orizzontale (una “fascia”), mentre qui sembra quasi una banda (cioè inclinata…); poi, questa pezza sembra “carica” di qualche figura: il che non torna con Austria… Lo stemma mediceo, pure, ha le palle troppo vicine ai bordi: un errore non concepibile – all’epoca… – neppure in uno studio estemporaneo. La conclusione la tragga Lei: anche senza pensare ad un Hebborn granducale…

    • micheledanieli ha detto:

      Va bene, palla al centro.
      1. la pezza è proprio una pezza, non una banda. Sembra inclinata perché lo stemma è convesso, come si vede bene dalle ombreggiature nella parte bassa. Ricordiamoci che doveva essere una finta architettura, quindi fortemente illusiva. 1-0 per me.
      2. la pezza sembra effettivamente carica, e non liscia. 1-1.
      3. le palle troppo vicine ai bordi… Suvvia. Non mi dica che quello non è uno stemma mediceo. Cos’altro potrebbe essere? Se mi mostra un altro stemma coronato con sei palle più vicine ai bordi, non mediceo, mi ricrederò. Ma prima no.
      Quindi 2-1 per me.
      E poi ci sarebbe anche quel piccolo, noioso, trascurabile, stupido, negletto particolare che è lo stile. Lo stile del disegno è fiorentino. E a Firenze comandano i Medici.

      Scherzi a parte, lo studio è proprio uino schizzo iniziale. Infatti nemmeno gli attributi delle figure allegoriche sono ancora definiti. Per la precisione araldica ci sarà tempo in un secondo momento.
      Grazie come sempre della lettura attenta, e a presto
      MD

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