Uni-Governo

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Non ho bisogno di mettere link alla notizia dell’assoluzione di Virginia Raggi, perché lo sanno tutti e si può leggere in ogni dove.
Non metto neanche commenti politici, perché non me ne importa niente.

Riassumo brevissimamente.
– Raggi aveva un capo di gabinetto del quale si fidava ciecamente: Raffaele Marra.
– Dopo l’insediamento, Marra o Raggi si preoccupano di far nominare l’ex militare (Guardia di Finanza) Renato Marra (fratello di Raffaele) direttore del Dipartimento Turismo del Comune di Roma.
– Con quali competenze, ciascuno può verificare da sé QUI (SPOILER: poche: una chicca la sezione sulle lingue conosciute; ripeto: Dipartimento Turismo).
– La procura indaga sulla legittimità della nomina.
– Il giudice oggi assolve perché “il fatto non costituisce reato”.

Io non me ne intendo, quindi secondo me ha ragione il giudice.
Se non c’è reato, non ci può essere condanna. Mi pare evidente.

Tuttavia immagino che a tutti, a chi più a chi meno, la nomina sembri un po’ strana.
Voglio dire: anche se il fatto non costituisce reato, forse non è molto corretto dal punto di vista etico. Anche perché ci sono di mezzo circa 115.000 € all’anno, e non puoi darli a uno solo perché è tuo amico o tuo fratello.

L’assoluzione di Raggi è solo l’ultima conferma di quello che penso da tempo.
Non solo questo governo è lo specchio preciso del sistema del reclutamento universitario (anzi, tanto preciso che vorrei scriverne che ne è un tardo imitatore).
Questo governo Lega-M5S ricalca, ma allo scoperto, quella che è da sempre la gestione delle nomine nelle professioni intellettuali:
1. mi metto d’accordo prima con i miei colleghi;
2. creo la posizione da occupare;
3. faccio vincere il mio candidato.
Gli illeciti che sono alla base di questo metodo (falso ideologico, abuso d’ufficio, peculato) vengono coperti e disinnescati da una serie di norme attentamente pensate e limate negli anni.
E alla fine “il fatto non costituisce reato”.

Con questo si spiega il silenzio ASSOLUTO dei cosiddetti intellettuali che, selezionati con questo metodo, non vi trovano nulla di strano o disdicevole.
Anzi, i più scaltri giustamente vedono schiudersi davanti a sé un fantastico orizzonte di possibilità.

Non spiega tutto.
Ma credo sia un piccolo pezzetto della risposta a chi si sta domandando “come siamo arrivati a questo?”.

 

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4 risposte a Uni-Governo

  1. paola basso ha detto:

    cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa.Paola Basso.

  2. Paolo Costa ha detto:

    Il miglior commento a questo post è appena sotto: la “Pensive reader” di Giacinto Brandi che alza gli occhi al cielo dopo aver letto il curriculum di Renato Marra.

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