lezioni di marketing: Guido Reni

guido dorotheum forlì.JPG

A me piacciono i quadri.
Il problema è che i quadri portano con sé le persone, che tendenzialmente mi piacciono meno.
Tra le persone più meschine che mi è stato dato di incontrare, un posto speciale nel mio cuore lo occupa un collezionista che si presentò in cerca di aiuto, e poi se la squagliò senza pagare.
Un grande classico. Chissà come si sarà sentito furbo.

Adesso passano alcuni suoi quadri a Dorotheum, e ovviamente spero che possa spendere tutto il ricavato in medicine.
Scherzo, ovviamente. Spero faccia i milioni e possa stare tranquillo.

Nessuno mi darà indietro il mio tempo (figuriamoci i soldi), però vorrei approfittare per dire due cose, che siano di monito a chi si affaccia al magico mondo dei dipinti antichi.
Non mi hanno pagato (anche) perché le stime che avevo fatto erano enormemente più basse di quelle proposte da altri storici dell’arte, furfanti e malandrini senza vergogna.
Quadri bellocci o bruttini stimati centinaia di migliaia di euro, attribuzioni inventate.
Poi arrivo io, dico le cose come sono e faccio la figura del pirla.

– Ma come, Danieli, un Guido Reni lei me lo stima 30mila euro.
– Eh sì, e sono anche generoso perché fa cagare.
– Ma c’è l’expertise di Tizio, e anche quella di Caio.
– Eh sì, ma fa cagare lo stesso, e Tizio e Caio l’hanno truffata, carissimo.

Ma come faccio a essere così sicuro della mia opinione?
Beh, basta guardare il quadro che adesso passa da Dorotheum (qui):

Guido Reni
(Bologna 1575–1642)
Saint Peter
oil on canvas, 61.3 x 49.5 cm, framed

Ennesima replica, stanca e greve dell’invenzione di Guido.
Era stimata centinana di migliaia.
Io invece scrissi questo:

Guido Reni
(Bologna 1575 – 1642)
San Pietro piangente
Olio su tela, cm 61 x 49
Expertise Stephen Pepper
Expertise sir Denis Mahon.
Stima: 30.000 €
Note: Ottime condizioni di conservazione, recente restauro.
La stima è puramente indicativa, e tiene conto dell’autorevolezza delle expertise, redatte da grandi specialisti del barocco bolognese.
Tuttavia la qualità è troppo bassa per avallare l’attribuzione. Avvertiamo fin d’ora che sarà impossibile realizzare sul mercato la cifra indicata.
Il suo valore reale è circa un terzo, ovvero sui 10.000 €

Grande scandalo.
Sopracciglia alzate, e negli occhi correva la scritta: “Ma chi è questo, che si permette di contraddire Mahon e Pepper”.
Vabbeh.
Alla fine della fiera, passa da Dorotheum, e guardate un po’ la stima: 30.000 € giusti giusti.
Ah ah ah, chiama Pepper e fattela alzare, patàca!

 

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10 risposte a lezioni di marketing: Guido Reni

  1. gabriele minardi ha detto:

    la butto lì……
    ercole de maria….???….

    ps.
    da dorotheum…..
    che dispersione c’è di quadri italiani….
    Ce ne sono tre della coll. Zeri (oltre al Cagnacci, al Cavalier d’arpino….).
    Ma la soprintendenza cosa blocca.???
    Ce ne sono anche dei collezionisti toscani!!!

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    • micheledanieli ha detto:

      La dispersione del patrimonio Zeri è una storia che non verrà mai fuori, ma in effetti è un peccato che la collezione se ne vada in mille rivoli, come quella di un antiquario qualsiasi.
      In quel caso un vincolo alla collezione ci poteva stare, anche perché su di essa si fece una mostra qualche anno fa.
      Logica avrebbe voluto che rimanesse nella villa, come la Fondazione Longhi.
      MD

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  2. gabriele minardi ha detto:

    E’ si….
    La villa l’ha lasciata all’università ( che poi è in vendita…..)

    E gli arredi ,… ai suoi eredi …..( che poi è uno solo).

    La Fondazione , giuridicamente parlando, deve avere un patrimonio ” robusto”, in modo che possa contare su di esso.

    La fondazione Longhi ha l’ “appoggio” della Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze.

    Vedrà che la Fond. cavallini sgarbi , prima o poi , finirà….come è logico che sia.

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    • micheledanieli ha detto:

      Mah, non mi addentrerei nel “giuridico” nell’affaire dell’eredità Zeri.
      Può cercare tranquillamente in rete, guardare le date e trarre le sue conclusioni.
      E comunque non sono soldi miei, la Fondazione funziona e io ne traggo gran vantaggio (scientifico), quindi non mi lamento di nulla.
      MD

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  3. Cristiano ha detto:

    Mah. Il quadro non è bello. Anche un pò pasticciato. Lontano dalle vette di Guido.
    Anche Benati conferma l’attribuzione.
    Forse Reni in peima persona ha delle cadute di livello a me sconosciute e questo ne è un esempio. Unica spiegazione che posso darmi.
    Vedremo cosa ne pensa il mercato.

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    • micheledanieli ha detto:

      Ho il massimo rispetto per Benati (purtroppo non ricambiato), ma è un quadro che ho tenuto in mano e che conosco bene, anche troppo.
      Ripeto, spero che faccia un miliardo di euro e che tutti siano contenti.
      Però è brutto.
      Guido è molto, molto lontano.
      MD

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  4. Rinaldo Chiesa ha detto:

    Grazie Michele, è sempre un piacere iniziare la settimana leggendo un suo contributo. Buona settimana.

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  5. Giacinto Brandi ha detto:

    Giusto una domanda: ma se io collezionista Tizio ho in mano un’expertise di Mahon e una di Pepper, per quale motivo ne servono altre?

    Grazie
    Gianluca

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