fuoco amico su Antonio Bellucci

bellucci martini magnani crop.JPG

Presso la casa d’aste Martini di San Remo passa questo quadro (qui):

Antonio Bellucci 1654-1726
Diana ed Endimione
olio su tela, cm. 59×60
autentica Fabrizio Magani

Era già passato qui.

Non è bellucci, ma un quadro brutto, di mediocre qualità, che ricorda vagamente i modi di Bellucci.
Vediamo un confronto con un vero Bellucci, quello del Museo di Budapest:

bellucci cfr

Non va bene.

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Ottavio Vannini

vannini artcurial.JPG

Passa da Artcurial a Parigi questo quadretto (qui):

Ecole florentine du XVIIIe siècle
Octavia
Huile sur toile
légendée ‘OCTAVIA’ dans le haut
(Restaurations)
Sans cadre h: 43 w: 34 cm

Firenze Settecento? Pier Dandini, Francesco Conti, quella roba lì?
A me pare un secolo prima.
Se dovessi dire un nome, direi Ottavio Vannini.

Di tutta la pattuglia dei fiorentini del Seicento, Vannini è sempre quello un po’ lasciato in disparte. Una specie di fratello scemo dei vari Furini, Montelatici e via discorrendo.
Invece a me piace molto, probabilmente perché anch’io sono il fratello scemo degli storici dell’arte veri.

In ogni modo, costa 800 euri, regalato.
Mano al portafogli.

 

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Niccolò Frangipane

frangipane de baecque.JPG

Ci sono dei pittori, poveretti, che non sono dei geni.
Così, quando imbroccano un quadro che piace lo replicano mille volte. Alcuni si sforzano di cambiarlo un po’, altri meno.
Poi ci sono pittoracci mediocri, che si limitano a copiare le composizioni degli altri che hanno avuto successo, e così tirano a campare.
Per cui alla fine succede che di un quadro anche di un pittore di seconda fascia esistano decine di versioni, come se fosse la Maddalena di Tiziano.

Vediamo allora un quadro che passa da De Baeque a Lione (qui):

École ITALIENNE, vers 1600
La bouillie donnée au chat
Huile sur toile, H. 98 cm – L. 120 cm
Rentoilée, restaurations
Une œuvre de même sujet, donnée à l’école vénitienne et aux dimensions proches est à signaler dans la vente de la marquise de Langeac du 2 avril 1778

Italia 1600 circa, direi che si siamo.
Però, voglio dire… non è proprio il soggetto più frequente, o mi sbaglio?
Quanti pittori ci saranno che dipingono quadri di questo tipo?
A me ne viene in mente solo uno, ovvero Niccolò Frangipane (che poi è quello che dovrebbe venire in mente subito a chi millanta interessi di storia dell’arte).

Mica è un’opinione difficile. Di versioni della Festa del gatto ce ne sono a decine.
Ma come non lo riconoscevano a Roma (qui), evidentemente non lo riconoscono neanche a Lione.

Forse non è più di moda come un tempo.
Però, santiddìo…

 

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Agostino Tesauro

tesauro wannenes.JPG

Wannenes fa un’asta delle collezioni dell’antiquario siciliano Ezio Governale.
Lascio al lettore volenteroso la fatica di addentrarsi nelle schede più verbose.
Tra le più laconiche, segnaliamo questa Madonna col Bambino di Pittore del XVII-XVIII secolo (qui), che in realtà è una copia dal quadro famosissimo di Pierre Mignard al Louvre:

e già che ci siamo anche questo Cristo e la Samaritana di Pittore del XVII-XVIII secolo (sarà sempre lui?) (qui), che è un’altra copia dal quadro altrettanto famosissimo di Lavinia Fontana agli Uffizi:

E vabbeh.

Ma il quadro più interessante è quello in apertura (qui):

PITTORE DEL XVI SECOLO
Sant’Antonio
Olio su tavola, cm 152X55

La scheda parla di “una attribuzione collezionistica al Maestro della Maddalena Assunta”, che però evidentemente non si condivide, perché il quadro ripiomba subito nell’anonimato più totale.

E’ vero che si sente molto Perugino, ma mi pare quella interpretazione larga e potente che se ne dà nell’Italia meridionale.
Mi sembra che il punto di riferimento principale sia la fase tarda di Andrea Sabatini da Salerno (dopo il 1520, per intenderci), già pienamente conscio anche del Raffaello non solo napoletano.

Il nostro Sant’Antonio è più esile, secco, e arriva quindi a toccare il momento di passaggio di consegne tra Sabatini e Filippo Criscuolo, diciamo al momento della decorazione della Grotta d’Oro di Gaeta (sono d’accordo con chi pensa a un’unica tornata di lavori, agganciata alla data 1531 che compare in uno degli scomparti).

Come si vede, le condizioni di conservazione sono un po’ disastrose, e quindi non so se imputare ad esse o a imperizia del pittore il disegno un po’ sgrammaticato del viso. Ma le proporzioni allungate e la testa piccola confermano comunque la datazione avanzata (e tanto basti per spazzare via l’esile Maestro della Maddalena Assunta).

Venendo all’autore, la soluzione più semplice sarebbe appiopparlo allo stesso Criscuolo e usari i guasti come alibi per le cadute di qualità.
E forse non sarebbe neanche sbagliato.
Ma dato che ormai siamo in ballo, a me piace l’ipotesi Agostino Tesauro, che è un Sabatini-Criscuolo un po’ più debole e che lavora fino al 1545, che mi sembra si adatti bene a questo profilo.
Vediamo il suo San Leonardo in un polittico che si conserva a Capodimonte a confronto con il nostro:

Lo scomparto di Capodimonte è del 1521 (e deriva sostanzialmente dall’altro San Leonardo di Andrea Sabatini alla Curia Vescovile di Salerno), mentre il nostro sarà almeno un decennio dopo, forse anche di più.
Però mi sembra che un pittore che parte da quei presupposti possa poi maturare, all’ombra di Criscuolo, fino agli esiti del quadro Wannenes.

Per 2.000 euro, direi che è il caso di mettere mano alla bisaccia.

 

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Franz Anton Maulbertsch

maulbertsch lempertz.JPG

Qui andiamo sul difficile.
Nell’ambito di un’asta un po’ deludente (per i suoi standard), Lempertz propone questo quadrino (qui):

Österreichischer Meister des 18. Jahrhunderts
Der Tod der Verginia
Öl auf Leinwand (doubliert). 44,5 x 36,5 cm.

Maestro austriaco del Settecento. Giustissimo.
Ma secondo me ci si può spingere anche un po’ oltre, fino a toccare il nome di Maulbertsch, che di quel luogo e di quel tempo fu il massimo rappresentante (anche se tedesco di nascita, per qualche kilometro).
Probabilmente la qualità non è abbastanza sostenuta. La parte destra non è male, ma la figura di sinistra è piuttosto rigida.
Quindi bottega, scuola, perché manca quella leggerezza di farfalla, sempre presente anche quando la tavolozza è affocata.

Però alla fine ha una sua dignità.
Per 1.500 euri, ci si può pensare.

 

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buon vecchio Crosato

crosato stupinigi.JPG

Sto finendo di riordinare le foto di Torino.
Alla fine, gira e rigira, gli affreschi più belli di Stupinigi sono quelli di Giovanni Battista Crosato.

Per la felicità di uno dei miei più fedeli lettori…

 

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copia da Stradano

stradano copia.jpg

In tutti questi anni, credo di non avere mai scritto dello Stradano, che invece è un artista che mi piace molto.
Rimedierò con questa tavola un po’ insulsa che passa inuna oscura casa d’aste normanna (qui):

France, époque XVIe siècle
La Nativité
Huile sur panneau de chêne, Petits accidents et manques de matière. 74 x 105 cm

Insulsa, ma non nel prezzo, ché ne vogliono 6mila euri.
Mai e poi mai. Anche perché è tutta rotta, altro che “petits accidentes”.
Prima di tutto, non è una Natività, perché non ci sono Giuseppe, né il bove né l’asino, né i pastori, né la carta argentata per fare il laghetto eccetera.
E poi ci sono due signore che non c’entrano niente, che sono Caterina e Barbara.
E poi non è neanche francese, bensì fiamminga.

Lo so perché viene appunto da una incisione di Raphael Sadeler su invenzione dello Stradano.
Datata 1591, eccola qua:

sadeler stradano.JPG

Niente di che, per carità.
Solo così, tanto per dire che c’è qualcuno che almeno dà loro un’occhiata, a questi poveri quadri.

 

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