scusi, per il Partenone?

tempio atena koller

*** OFF TOPIC – L-ANT/07 ***

Nel mio vasto curriculum compaiono cose che mi sono ripromesso di non fare mai più.
Ad esempio, ho scritto di arte contemporanea. Poco, ovviamente. Mai più.

Ho insegnato nelle scuole superiori. Raccontando di Duchamp e di Warhol. Con quale convinzione, lo lascio immaginare.
Ho interrogato ragazzi di prima superiore, poco più che bambini, alle prese per la prima volta con la Storia dell’Arte. Venere di Willedorf, Kuroi, Apoxyomenos.
Loro faticavano a reprimere la convinzione che questa roba non sarebbe mai servita a niente.
Io faticavo a non dire loro quanto avessero ragione.

Ciò non toglie che la lezione va imparata.
E se non sai le cose, niente sufficienza.

Tutto questo mi torna in mente guardando questa fotografia che passa all’asta da Koller, a Zurigo (qui):

Boissonnas, Frédéric (1858-1946)
The Pantheon in Athens
Original photograph. Toned gelatine silver print. Vintage. Around 1908.
43 x 59 cm.

Il Partenone? Come mi si è rimpicciolito.
E le colonne in facciata non erano otto? E non erano doriche?
Mammasantissima.
Se in prima liceo confondi il Partenone con il tempietto di Atena Nike te ne torni al posto.
In Svizzera evidentemente no.

E ora ditemi un po’. Come fai a convincere i tuoi allievi che guardare, studiare, imparare, capire, distinguere, serva davvero a qualcosa?

 

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3 risposte a scusi, per il Partenone?

  1. Giulia ha detto:

    Altro che Partenone, hanno scritto “Pantheon”. Bocciati in arte, storia e pure geografia!

  2. teresa ha detto:

    Leggere loro la prima p. dell’Introduzione, dove parla di “vedere l’oggetto come è in se stesso realmente” e le ultime 2 pp. della Conclusione di Walter Pater a Il Rinascimento (nella straordinaria traduzione di Mario Praz), dove Pater spiega come guardare, distinguere, capire, ecc. servirà loro, posto anche che non lo sfruttino a fini professionali, per sopravvivere quando la vita comincerà sul serio, con le sue batoste tremende? Ce n’è su YouTube una “lettura” a cura di due liceali inglesi (cercando “Pater the Punk”) :-D. Pater sarebbe rimasto un po’ sbigottito, però forse contento, dopo tutto: gli levano di dosso la polvere dei secoli e mostrano che funziona ancora. Pater era un disastro come conoscitore, però a convincere la generazione dei suoi allievi (Oscar Wilde, tra i tanti) e tante altre successive che guardare, studiare, imparare, capire, distinguere, serve davvero a qualcosa, c’è riuscito, e ha “tirato su” tra gli altri anche Berenson e lo stesso Praz, che conoscitori lo erano, raffinati.

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